Novità in campo previdenziale dopo la firma del decreto attuativo sull'Ape volontario da parte del Premier Paolo Gentiloni. Il dpcm tanto atteso negli ultimi mesi, infatti, ha superato il suo esame al Consiglio di Stato e ha ricevuto l'approvazione da parte dell'esecutivo: prima della pubblicazione definitiva nella Gazzetta Ufficiale dovrà passare al vaglio della Corte dei Conti.
Il decreto sull'Ape avrà decorrenza retroattiva
Si tratta di un decreto emanato in ritardo anche se come anticipato più volte avrà decorrenza retroattiva sin dalla data del primo maggio 2017.
La misura tanto attesa, sta per diventare operativa e potrà essere utilizzata da molti lavoratori che hanno compiuto i 63 anni di età anagrafica accompagnati dai 20 anni di versamenti contributivi e un assegno mensili non inferiore a 702 euro. Essi, infatti, avranno la possibilità di fruire di un prestito ventennale erogato con l'ausilio delle banche e istituti di assicurazione da restituire nel momento in cui vengono raggiunti i requisiti per la pensione di vecchiaia.
La misura, tuttavia, presenta ancora molti dubbi che dovrebbero essere chiariti: il prestito per i futuri pensionati, l'assicurazione volta a coprire il debito residuo in caso di premorienza del pensionato. Sono questi i primi nodi da sciogliere che non convincono le tre sigle confederali Cgil, Cisl e Uil.
Come riporta "Il fatto quotidiano", infatti, il segretario generale della Uil Domenico Proietti avrebbe affermato: "Sono strumenti costosi per i lavoratori, ma sono su base esclusivamente volontaria e li sceglieranno lavoratori che lo riterranno opportuno".
La contrarietà dei sindacati
Ancora da chiarire, però, le convenzioni da stipulare con gli istituti bancari che erogheranno il prestito a favore degli ultra 63 enni oltre ai tassi d'interesse da applicare al prestito ventennale e che graveranno sui lavoratori che sceglieranno la nuova misura previdenziale. E' questo il motivo che induce il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli a mostrare la sua contrarietà verso questo provvedimento: "è uno strumento oneroso per tutti i lavoratori ed è tutt'altro che operativo.
Non è un anticipo di pensione", ha specificato il sindacalista.
Come già tanti sanno, nonostante i notevoli ritardi accumulati la prestazione avrà decorrenza retroattiva ed entrerà in vigore dopo la registrazione della Corte dei Conti e la successiva pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Di certo, la misura prenderà piede a partire da ottobre.