Si inizia a discutere sulla prossima Legge di Stabilità 2018 che entrerà in vigore a partire dal prossimo anno. Saranno tante le novità in campo previdenziale che potrebbero essere introdotte con la nuova manovra finanziaria e sulle quali si sta concentrando tuttora il Governo Gentiloni.

Dall'estensione dell'Ape Sociale e della Quota 41, al riconoscimento dei lavori di cura e assistenza per le lavoratrici, alla flessibilità in uscita e all'occupazione giovanile. Sono questi i temi calienti che dovrebbero essere discussi a margine della riapertura del cantiere della nuova Legge di Bilancio.

Nonostante ciò, le organizzazioni sindacali non si sono dimostrati particolarmente soddisfatti dell'operato dell'esecutivo che si sarebbero detti pronti ad avviare nuove iniziative e mobilitazioni al fine di chiedere al Premier interventi esaustivi che possano soddisfare la maggioranza di lavoratori italiani che tuttora attendono il pensionamento.

Non ci sarà la Quota 100

A preoccupare, anche un probabile rinvio della misura volta a bloccare l'adeguamento dei requisiti alla speranza di vita che a partire dal 2019 comporterebbe un aumento dell'età pensionabile di ulteriori cinque mesi.

Anche le continue richieste sul meccanismo di Quota 100, l'ipotesi tanto sbandierata dal Partito Democratico e dalle parti sociali si sono concluse con un nulla di fatto. Tuttavia, l'idea lanciata dal Presidente della Commissione Lavoro alla Camera Cesare Damiano, avrebbe ricevuto alcuni consensi visto che avrebbe introdotto una flessibilità in uscita dall'attività lavorativa.

Sconti contributivi per favorire l'occupazione giovanile

Il Governo, invece, sembrerebbe concentrato sull'estensione dell'Ape Sociale e del meccanismo di Quota 41 ed in modo particolare ad una misura che introdurrebbe uno sconto contributivo di sei mesi alle madri per ogni figlio. In arrivo, anche uno sconto contributivo pari al 50 % per favorire l'occupazione dele giovani generazioni che dovrebbe prendere piede a partire dal primo gennaio 2018.

Si tratta comunque di provvedimenti utili anche se, secondo il parere dei sindacati sarebbero insufficienti. Per questo motivo, sarebbero pronti ad avviare nuove manifestazioni: "Noi ci siamo. Con arroganza il governo non risponde ai problemi di milioni di persone e disattende gli impegni gli impegni che si era preso per la seconda fase di confronto con i sindacati sulle Pensioni", ha affermato il segretario generale della Cgil Susanna Camusso.

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