In una recente intervista con Massimo Franchi de “Il Manifesto”, il leader Cgil Maurizio Landini ha avuto parole molto dure nei confronti della riforma Fornero, ma soprattutto ha definito “una ferita ancora aperta” il fatto che, il 12 dicembre 2011, in risposta ad una modifica così radicale del sistema pensionistico italiano, il sindacato abbia risposto con sole tre ore di sciopero. Sarebbe stata invece necessaria un'azione ben più decisa.

Legge Fornero: un errore madornale

Landini ha criticato aspramente il regime pensionistico tuttora in vigore, il quale ha avuto e sta avendo grandi ripercussioni su tutti i lavoratori, costringendoli a potersi ritirare dall'attività solo al raggiungimento dei 67 anni, quando magari i loro figli sono disoccupati oppure hanno trovato solo occupazioni precarie.

Questa la situazione generale, senza entrare nel dettaglio dei vari casi specifici di lavori dalle condizioni particolarmente usuranti. La situazione italiana, ha aggiunto Landini, è la peggiore in Europa.

Il ruolo del sindacato e il suo rapporto con la politica

Secondo Maurizio Landini, il sindacato deve dire la verità, con coraggio, ma soprattutto deve rimanere autonomo e indipendente da tutti i partiti politici. Il sindacato deve fare le sue proposte, senza farsi condizionare dal fatto che al governo ci sia uno schieramento piuttosto che un altro. Il rappresentante della CGIL non ha risparmiato inoltre una stoccata a CISL e UIL, organizzazioni che fino ad un anno fa condividevano le proposte in materia di pensione sostenute dalla CGIL, mentre adesso si sono defilate.

L'unità sindacale è carente quindi anche sulle tematiche più importanti.

Il rapporto del sindacato con i lavoratori

Landini ha concluso affermando che il sindacato deve mantenere uno stretto vincolo con i lavoratori, che devono essere il punto di partenza delle iniziative e del percorso di ricostruzione dell'unità sindacale. Spesso accade invece che i lavoratori non si sentano coinvolti nelle decisioni che li riguardano, ma si trovino a dover subire passivamente le conseguenze di scelte compiute da altri. Sul tema pensioni c'è infatti tra i lavoratori c'è molto malcontento e ben poca fiducia sia nelle istituzioni che nei sindacati; auspichiamo che le parole di Landini possano costituire uno stimolo per un'azione più incisiva del fronte sindacale in materia previdenziale, e non cadano invece nel vuoto.