Rimane in primo piano il tema della riforma Pensioni in vista delle elezioni politiche del 2018. Il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo e la Lega di Matteo Salvini propongono in sostanza l'abolizione della legge Fornero e l'introduzione di nuovi elementi di flessibilità in uscita dal lavoro verso nuove forme di pensione anticipata capaci di creare nuove opportunità occupazionali per i giovani oltre che mandare in pensione gli ultrasessantenni beffati dalla riforma pensioni varata nel 2011 dal Governo Monti con il sostegno parlamentare della maggioranza di larghe intese.

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Pensioni, dibattito accesso in vista delle elezioni politiche del 2018

Per modificare profondamente la legge Fornero anche Liberi e Uguali, la nuova formazione politica di sinistra guidata da Pietro Grasso, che sull'agenda sociale è vicina alle posizioni della Cgil di Susanna Camusso che non ha condiviso il piano per la previdenza varato dal Governo Gentiloni con la legge di Bilancio 2018. Piano che è stato apprezzato, invece, dalla Uil di Carmelo Barbagallo e dalla Cisl di Annamaria Furlan che hanno visto il bicchiere mezzo pieno e non mezzo vuoto come il sindacato rosso sceso in piazza contro l'esecutivo.

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Il Partito democratico di Matteo Renzi, come dimostrato in questi anni, non ha nessuna intenzione di modificare la legge Fornero considerata una garanzia per i conti pubblici. Neanche Forza Italia parla di abolizione della riforma pensioni del 2011 ma il presidente Silvio Berlusconi ormai da mesi più che ai pensionandi strizza l'occhio ai pensionati promettendo l'aumento degli assegni previdenziali minimi.

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Pensioni Silvio Berlusconi

Berlusconi insiste sull'aumento delle pensioni minime a 1.000 euro

"Vogliamo - ha ribadito oggi l'ex premier - aumentare le pensioni minime a 1.000 euro al mese". Non solo agli anziani, Silvio Berlusconi parla anche ai giovani in vista delle elezioni del 2018: "Pensiamo - ha detto oggi ai microfoni di Radio 101 - anche a sgravi fiscali per i giovani". La proposta del presidente di Forza Italia è semplice e concreta, parla di "una decontribuzione completa per le aziende che li assumono - ha spiegato l'ex Cavaliere - con contratti di apprendistato o di primo impiego".

Un modo per creare nuovi posti di lavoro favorendo le imprese che assumono giovani. "In Italia - ha sottolineato Berlusconi - deve essere molto conveniente per le aziende assumere i giovani". Una misura simile ai contributi alle imprese sulle nuove assunzioni introdotti dal Governo Renzi.

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