Grande attesa per la mobilità dei docenti per il prossimo anno scolastico, il 2018/2019. I sindacati hanno incontrato i vertici del Ministero dell'Istruzione per stabilire la data della presentazione della domanda. È proprio su questo punto che ci sono pareri contrastanti e non c'è stato ancora un accordo fra le due parti. Il testo che è stato presentato da parte del Ministero riporta le date dal 3 al 23 aprile. I sindacati, invece, non sono d'accordo con questi termini.

Perché i sindacati non sono d'accordo con le date della mobilità

I sindacati hanno chiesto di modificare le date riportate nell'ordinanza ministeriale apparsa come bozza. Ritengono che ci potrebbero essere dei problemi, vista la coincidenza con le elezioni RSU. Queste si svolgeranno dal 17 al 19 aprile. Ecco perché le date riportate dal testo ministeriale non possono essere considerate ancora ufficiali, ma soltanto presumibili.

Sul testo, a parte le date, non ci sono molte novità, perché il contratto è uguale a quello dell'anno scorso. Il Ministero ha infatti deciso di replicare il testo utilizzato l'anno precedente per facilitare le operazioni di mobilità per il prossimo anno scolastico.

La mobilità e i docenti immobilizzati

Sapere al più presto le date ufficiali della mobilità per il prossimo anno scolastico sarebbe molto importante soprattutto per i docenti immobilizzati nelle regioni del Nord Italia.

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Scuola

Molti insegnanti, infatti, in seguito all'utilizzo dell'algoritmo ministeriale, sono stati portati a svolgere il loro lavoro in alcune parti d'Italia lontane dalla loro residenza.

Con l'applicazione della legge 107 della Buona Scuola molti hanno dovuto accettare un incarico a tempo indeterminato distante dai loro luoghi e dalle loro famiglie. Per questo c'è molta attesa, perché, come ogni anno, la mobilità rappresenta una speranza per diversi docenti di fare ritorno nei luoghi d'origine.

La mobilità sugli ambiti territoriali

Poiché si è deciso di adottare le stesse modalità dell'anno scorso, la mobilità dei docenti dovrebbe avvenire su ambiti territoriali. Saranno poi gli insegnanti a presentare domanda alle singole scuole di ogni ambito, perché possano essere scelti dai presidi.

L'anno scorso i docenti che hanno presentato la domanda di mobilità hanno avuto anche la possibilità di inserire fino ad un massimo di cinque istituzioni scolastiche, per tentare la mobilità su scuola e non su ambito.

Considerando che le modalità quest'anno non dovrebbero variare, si pensa che sarà applicato di nuovo un tentativo di mobilità su scuola.

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