Il tasso di occupazione del Nord e del Centro Italia è ritornato ai livelli di pre-crisi (+66,7% al Nord e +62,8% al Centro). Questi dati non tengono, però, conto del fatto che la qualità del lavoro è calata di molto rispetto agli anni della pre-crisi: tuttavia il dato relativo alla crescita dei posti di lavoro c'è, senza dubbio.

Preoccupano i dati del Sud

I livelli occupazionali di Nord e Centro non possono, però, dirsi paragonabili alle regioni del Sud, ancora molto indietro da questo punto di vista: nel 2017 il Mezzogiorno ha chiuso l'anno con un recupero del tasso di occupazione del solo 0,6%, ovvero con un numero di occupati pari al 44% in totale, molto inferiore rispetto al resto dell'Italia.

La disoccupazione nel Mezzogiorno è, ancora oggi, qualcosa di allarmante: a confermarlo è il recente rapporto dell'Istat, che ha messo in evidenza, nel complesso, l'esistenza in Italia di un mercato del lavoro ancora da regolamentare sotto diversi punti di vista. Infatti, la fine degli incentivi generalizzati del Jobs act, attivi dal 2015 ed esauriti nel 2017 ha portato il costo del lavoro ad avere un rialzo pari allo 0,80%, per via degli oneri sociali che erano stati abbattuti dal governo Renzi negli anni precedenti proprio grazie agli incentivi, e a cui adesso le imprese devono far nuovamente fronte.

Le retribuzioni restano invariate

Malgrado gli aumenti degli oneri sociali, le retribuzioni dei lavoratori sono rimaste sostanzialmente invariate (gli stipendi sono aumentati soltanto dello 0,5%). Nel 2017 la crescita occupazionale è andata avanti, con 265 mila persone in più risultanti occupate rispetto all'anno precedente. Tuttavia, i posti di lavoro creatisi sono principalmente a termine.

In calo i lavoratori autonomi

Dura, invece, da ben sette anni, ed è proseguito anche nel corso del 2017, il crollo dei Lavoratori autonomi: rispetto al 2016 il numero è sceso di 105 mila, a causa non soltanto della crisi, ma anche dei controlli relativi a partite Iva e a collaborazioni fittizie.

Nella media del 2017, l'Istat rivela, inoltre, che il tasso di disoccupazione degli under 25 è sceso del -3% (rimanendo comunque a livelli alti, ossia al 34,7%) e quello degli under 35 del 1,3%. Purtroppo, la disoccupazione degli over 50, invece, è aumentata del 6,2%. Tra gli altri dati, coloro che risultano inattivi sono diminuiti di 242mila persone. Il 2017 ha inoltre fatto registrare meno ricorso alla cassa integrazione, mentre la somministrazione è cresciuta del 23,5%.

In base a quanto si evince da questi dati, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia ha affermato che si tratta di numeri che dimostrano che ci troviamo sulla strada giusta, ma come sia necessario accelerare. Ha aggiunto che bisogna aprire una stagione nuova per il Sud, fatta di nuovi investimenti e posti di lavoro. Per Annamaria Furlan della Cisl, si tratta di segnali positivi ma tutto ciò è ancora insufficiente.

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