Quale uscita è possibile con la pensione anticipata della quota 100 proposta dalla Lega e dal M5S per arrivare al superamento della riforma Fornero delle Pensioni? Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore la quantificazione del costo a regime sarebbe di cinquanta miliardi di euro, mentre l'impatto annuo sulla spesa si aggirerebbe sui cinque miliardi per i prossimi dieci anni. I calcoli sono del sottosegretario al ministero del Lavoro del Governo Berlusconi, Alberto Brambilla, nonché autore della parte sulle pensioni anticipate e sulla pensione di vecchiaia del programma delle elezioni politiche del partito della Lega.

Il meccanismo di aggiramento della riforma delle pensioni di Fornero si baserebbe sul raggiungimento della quota 100 e su un'alternativa di quota 41,6, con pensioni anticipate ben al di sotto dei requisiti necessari per l'uscita con le pensioni di vecchiaia.

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Infatti, le uscite da lavoro beneficerebbero delle pensioni anticipate a quota 100 con almeno 64 anni di età e trentasei di contributi versati. La stessa pensione anticipata sarebbe possibile utilizzando fino ad un massimo di due anni figurativi, escludendo le maternità.

Ma in alternativa, secondo il programma della Lega, si andrebbe a garantire la pensione anticipata con almeno 41 anni e sei mesi di versamenti, con massimo due di contributi figuartivi. In quest'ultimo caso, l'assegno verrebbe calcolato interamente con il meccanismo contributivo per i versamenti effettuati dal 1° gennaio 1996, ovvero dalla riforma delle pensioni di Dini e non più dal 2012, anno di entrata in vigore della riforma Fornero.

Tale meccanismo avrebbe l'eccezione dei contribuenti che ricadano interamente nel meccanismo retributivo, ovvero con almeno 18 anni di contributi accumulati fino al termine del 1995.

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Una riforma delle pensioni di questo tipo, con pensione anticipata a quota 100 o a quota 41,6 andrebbe a rinforzare la flessibilità in uscita da lavoro e si andrebbe ad integrare con gli strumenti delle pensioni anticipate introdotti dagli ultimi due Governi.

Ovvero, il contribuente avrebbe la scelta di uscita tra le pensioni anticipate a quota 100 e lo strumento dell'anticipo pensionistico Ape volontario e aziendale, mentre si andrebbe ad intervenire sulle pensioni anticipate Ape social. Infatti, l'Ape social, secondo Brambilla, aprirebbe spazi a molte discrezionalità nelle scelte, così come avverrebbe per i lavori gravosi. Un programma di questo tipo andrebbe a riformare nettamente la legge Fornero, ma si differenzierebbe dal programma del M5S che prevede il superamento della Fornero in maniera più graduale, bloccando per livelli l'adeguamento delle pensioni anticipate e della pensione di vecchiaia all'adeguamento dell'elemento anagrafico.

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Per il M5S una riforma di questo tipo avrebbe un costo annuo di circa 7-8 miliardi all'anno, comprendendo nel calcolo le pensioni anticipate con quota 100, la quota 41 dei lavoratori precoci e la proroga dell'opzione donna. Anche per Di Maio l'anticipo pensionistico Ape social potrebbe essere inglobato nelle misure di riforma delle pensioni e finire su un binario morto.

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