Le ultimissime novità sulla riforma pensioni 2018 giungono principalmente dal web. Esodati e donne tornano a chiedere misure precise e puntualizzano sui termini più efficaci da usare al fine di potersi, non appena il Governo si formerà, rivolgere nel modo più efficace possibile ai nuovi interlocutori per risolvere le attuali ingiustizie vigenti. Le novità ad oggi.

Pensioni 2018, nessun censimento esodati, occorre nona e definitiva salvaguardia

Mentre Claudio Ardizio, coordinatore nazionale del gruppo Esodati, scrive sulla pagina di Roberto Ghiselli e precisa che sarebbe doveroso censire gli ultimi esodati rimasti, per Luigi Metassi, referente del comitato esodati licenziati e cessati, il censimento non ha alcun valore, occorre una nona e definitiva salvaguardia.

“Tutto il mondo è concorde che si parla di circa 6.000 esodati. Se si fa un provvedimento per salvaguardarli tutti, che bisogno c'è di contarli, col rischio di lasciarne fuori qualcuno per aver sbagliato i conti? Non sarebbe la prima volta che si sbagliano i cinti o sbaglio? Vogliamo replicare il pericoloso censimento (fallito) già tentato in passato dai detrattori delle salvaguardie? Senza contare che un censimento non gestito dagli organi a questo precipuamente deputati sarebbe impugnabile da chiunque se ne ritenesse danneggiato”.

Riforma pensioni 2018, i soldi per gli esodati , opzione donna e cumulo gratuito ci sono

Poi prosegue Metassi “Cerchiamo di andare al sodo senza giri viziosi: sono circa 6.000 esodati, costo stimabile 300 milioni (pressoché la stessa cifra sottratta al fondo esodati con l'ultima finanziaria per destinarli ai festeggiamenti del Carnevale e la partita è chiusa”. Così facendo spiega Metassi ci si renderebbe conto che le risorse ci sono già e che basterebbero perfino per riaprire il discorso su opzione donna e sul cumulo dei contributi gratuito per donne ed esodati, misure al momento in standby e quanto mai importanti.

Conclude Metassi “Dai soldi dirottati dal fondo esodati, al netto dei fabbisogno alla salvaguardia, al FOSF ne resterebbero ancora più di 400 milioni che potrebbero bastare perfino a riprendere il discorso di Opzione Donna e il cumulo gratuito per donne ed esodati”. Temi su cui la stessa Armiliato, referente del Comitato opzione donna social, era intervenuta nei giorni scorsi chiedendo al nuovo Governo di considerare tra i mestieri gravosi il lavoro di cura svolto dalle donne e di riaprire il discorso sul cumulo.

Pensioni donne: lavoro di cura e cumulo vanno affrontati al più presto

Dice Armiliato: “Abbiamo fatto una spunta puntuale, rivolgendosi all’elenco dei 15 mestieri gravosi nella legge di bilancio 2018, ma non abbiamo trovato una importante “categoria” le donne. Poi spiega perché dovrebbero essere ricomprese: Oltre a svolgere attività lavorative fuori casa, le donne svolgono altrettante mansioni di responsabilità in casa, dunque conclude: “essere donna è lavoro gravoso e che è puntuale responsabilità sia della società, sia della cultura sia di chi legifera, di operare affinché il lavoro di cura svolto dalle donne, indipendentemente dal fatto di essere o meno madri, venga riconosciuto e valorizzato”.

Per quanto concerne il cumulo gratuito dei contributi asserisce invece: “Non abbiamo assolutamente abbandonato questa battaglia di equità, questa stortura assurda non può essere tollerata ma, in assenza di interlocutori, anche questa istanza purtroppo rimane sospesa”.

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