Le ultime novità sulle Pensioni aggiornate ad oggi 23 aprile hanno come temi principali Opzione Donna e la legge Fornero. Riguardo al primo argomento, ricordiamo la recente presa di posizione da parte di Cesare Damiano, anche se l'aggiornamento odierno è relativo ad un post dell'amministratrice del gruppo Opzione Donna Proroga al 2018, la signora Giulia Molinaro. C'è poi il fronte della riforma previdenziale, con l'ultima ora riguardante il contratto di governo alla tedesca che Luigi Di Maio propone a Lega Nord e Movimento 5 Stelle.

Sull'argomento, le novità non sono positive.

Opzione Donna

Giulia Molinaro, amministratrice del gruppo Opzione Donna Proroga al 2018, è intervenuta nelle ultime ore in riferimento alle recenti dichiarazioni di Ghiselli, segretario confederale della Cgil. Le parole scritte dalla Molinaro sono eloquenti: "Roberto Ghiselli, le donne sono ancora in attesa della proroga di Opzione Donna!".

La settimana scorsa il sindacato della Cgil aveva proposto il ritorno alla pensione anticipata a 62 anni di età, oltre all'introduzione di elementi di sostenibilità per i lavoratori più giovani, le donne e i lavoratori precoci.

Prosegue, dunque, la lotta delle lavoratrici, le quali si sono viste promettere la proroga al 31 dicembre 2018 del regime sperimentale c.d. Opzione Donna, salvo poi abbandonare ogni speranza con lo scioglimento delle due Camere alla fine dello scorso anno.

Sia Giulia Molinaro che Vania Barboni, le due amministratrici del gruppo Facebook, sono consapevoli che per la loro battaglia è fondamentale la formazione di un nuovo governo.

Lega Nord e Movimento 5 Stelle hanno espresso il proprio parere favorevole ad una proroga, opinione che renderebbe un'alleanza tra il leader del Carroccio Matteo Salvini e il candidato premier del M5S Luigi Di Maio assolutamente ben vista agli occhi delle lavoratrici che richiedono la possibilità di andare in pensione anticipata con Opzione Donna.

Legge Fornero

In queste ore, il M5S e Di Maio stanno ricevendo numerose critiche, a causa della mancanza di qualsiasi riferimento all'abolizione della riforma Fornero nel contratto di governo proposto a Lega Nord e Partito democratico.

La cancellazione della riforma previdenziale voluta dall'esecutivo Monti è stato uno dei cavalli di battaglia più gettonati in campagna elettorale dal Movimento 5 Stelle, tanto da ipotizzare un'alleanza naturale con la Lega Nord di Salvini qualora fossero risultate le due forze politiche più votate dal Paese.

Gli addetti ai lavori sostengono che la spiegazione per il mancato inserimento dell'abolizione della riforma pensioni di Elsa Fornero nel contratto sia un'azione necessaria per ottenere l'eventuale sì da parte del Partito democratico.

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Non è detto, però, che ciò sia sufficiente per raggiungere un'intesa con il Pd del segretario reggente Martina. Così facendo, però, il rischio è quello di perdere parte della credibilità acquisita in questi anni agli occhi degli elettori.

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