Tra superamento della Legge Fornero, riforma del sistema, ipotesi quota 100 e quota 41, le Pensioni sono l’argomento probabilmente più caldo di queste ultime settimane. Proposte correttive per una riforma che è ancora al livello di semplice ipotesi, sono già molteplici. Lo stesso si può dire per le critiche alle misure in cantiere da parte del nuovo Governo. Troppo esose dal punto di vista dei conti pubblici appaiono le misure che Salvini e Di Maio vorrebbero attuare nello stretto giro di un paio di Leggi di Stabilità.

Infatti si valuta l’esordio di quota 100 già con la prossima manovra di fine anno, per poi varare la quota 41 in quella del 2019. I sindacati e le opposizioni monitorano la situazione e dopo le proposte della CGIL o quelle del Partito Democratico che vorrebbero una quota 100 non ancorata a limiti anagrafici così stringenti come i paventati 64 anni, arriva una dura presa di posizione da parte dell’UGL. Maria Letizia Magistri, esponente dell’UGL Pensionati più che proporre qualcosa in relazione alle due misure di cui tanto si parla, fa una analisi dello stato attuale del sistema che secondo il sindacato andrebbe totalmente cambiato.

Pensioni tra reddito e tasse

La componente del Comitato consultivo nazionale della UGL Pensionati ha chiesto una revisione globale e radicale della tassazione del reddito anche in riferimento alle pensioni erogate mensilmente dall’Inps. Vanno adeguati gli scaglioni di reddito che rendono i contribuenti italiani tra i più tartassati del mondo. I dati dell’OCSE per esempio sono allarmanti, perché ogni italiano, tra dipendenti e pensionati, ha pagato di tasse sui redditi prodotti qualcosa come 13.383 euro, circa mille euro in più di quanto mediamente si paga nel esto del mondo.

Al problema dell’alta tassazione si affianca quello dei redditi, perché sempre in base ai dati dell’osservatorio, nel resto del mondo chi paga tanto di tasse è colui che ha redditi molto elevati e superiori ai redditi italiani.

Euro per le tasse e lira per stipendi e pensioni

La sindacalista Maria Letizia Magistri ha richiamato a dati ormai noti e cioè che il 43% circa di pressione fiscale italiana significa che quasi metà de reddito prodotto se ne va in tassazione e questo rende l’Italia uno dei paesi con maggior pressione fiscale al mondo.

Una situazione che secondo l’UGL non dovrebbe appartenere ad un paese civile come l'Italia. Quindi, rivedere tutto il meccanismo di tassazione italiano soprattutto in base ad un fatto che sembra inconfutabile, cioè che stipendi e pensioni oggi vengono pagati ancora, come valore in lire. Secondo l’UGL, i valori di ciò che incassano gli italiani alla voce stipendio o pensione, sono lontanissimi dal costo della vita in euro. Di fatto oggi gli stipendi e gli assegni di pensione, sono ancorati alle vecchie lire, senza tener conto degli adeguamenti al costo della vita. Gli scaglioni di reddito vanno adeguati.

Occorre alleggerire la pressione fiscale per rilanciare l’economia ed anche per contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale.

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