L'approvazione della famigerata quota 100 resta una priorità per il Governo Conte. È con questa dichiarazione che il segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini dichiara di voler continuare la sua battaglia per attuare il tanto sbandierato meccanismo di uscita anticipata a favore di molti lavoratori che nel lontano 2012 hanno dovuto fare i conti con le rigide norme dettate dalla Riforma Fornero.

Salvini su pace fiscale, quota 100 e crescita

Per il neo Ministro dell'Interno, infatti, è una priorità introdurre un sistema di uscita flessibile rispetto a quello attuale dando così la possibilità a molti lavoratori di lasciare in anticipo l'attività lavorativa dopo il raggiungimento di almeno 64 anni di età anagrafica accompagnati dai 36 anni di anzianità contributiva; è questa infatti la combinazione più plausibile al fine di garantire una copertura previdenziale a migliaia di lavoratori.

Come riportato da "Askanwes", infatti, il vicepremier della Lega avrebbe affermato: "ci hanno eletto per cambiare. Metteremo al centro la crescita e la pace fiscale, che ti porta soldi e non li porti via e ti consente di avviare la flat tax".

Idee ben chiare da parte dello stesso Salvini che lasciano sperare migliaia di italiani. Secondo lo stesso segretario della Lega, infatti, entro agosto dovrebbero arrivare le prime proposte dei gruppi parlamentari che comprendono anche il cosiddetto reddito di cittadinanza.

L'obiettivo principale, infatti, consiste nell'eliminare la Riforma Fornero entro l'anno oltre ad introdurre un nuovo meccanismo di uscita anticipata.

Nel piano del Governo anche l'aumento delle minime

"Un intervento che va fatto a prescindere dai numeri di Bruxelles per aprire anche il mercato del lavoro ai giovani", ha spiegato ancora Matteo Salvini. Tra le priorità, però, ci sarebbero anche l'aumento delle Pensioni minime come più volte sbandierato dal nuovo Governo Legastellato.

Secondo quanto riportato da "Today", si tratterebbe di un intervento volto ad aumentare le minime a 780 euro mensili anche se comporterebbe un onere ingente per le casse statali: circa quattro miliardi di euro; una cifra che sembra destinata a crescere se si aggiunge l'eliminazione definitiva della Legge Fornero fino a toccare i venti miliardi di euro. Difatti, resta da capire come reperire le risorse necessarie per attuare il piano di riforma ipotizzato dal nuovo governo giallo-verde volto a garantire una maggiore flessibilità in uscita e dare una speranza a molti lavoratori.

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