Nuovi aggiornamenti in campo previdenziale arrivano dai tecnici e dalle istituzioni economiche. Questa mattina si è infatti registrato l'intervento del Ministro dell'Economia Tria, che ha commentato in Parlamento l'avvio della quota 100, sottolineando l'intento del Governo e delineandone i risvolti nel breve e lungo termine. Nel frattempo si è registrato anche l'intervento di diverse istituzioni nazionali e internazionali sull'argomento, le quali hanno ricordato la difficile situazione dei conti pubblici e la necessità di preservare la riforma Fornero.

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Il quadro della situazione sembra quindi restare complesso, stante che ci troviamo ormai a pochi mesi dall'approvazione definitiva della legge di bilancio 2019 (che dovrà delimitare il perimetro effettivo delle nuove misure di flessibilità pensionistica).

Tria: Quota 100 pensata per il lungo termine, ma per ora resta sperimentale

Il Ministro dell'Economia è intervenuto oggi davanti alle Commissioni bilancio di Camera e Senato, esprimendo la propria opinione in merito alle nuove misure contenute nella NaDef.

Tra queste, si è soffermato anche sulla nuova quota 100 (raggiungibile dai lavoratori sommando almeno 62 anni di età e 38 anni di contribuzione). Secondo Giovanni Tria, il provvedimento porterà ad una "temporanea ridefinizione delle condizioni per il pensionamento" tramite "la creazione di finestre specifiche". Questo processo consentirà anche alle aziende di tenere il passo degli aggiornamenti tecnologici e del rinnovamento interno, grazie alla possibilità di assumere giovani da inserire in nuovi profili.

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Il Ministro ha poi specificato che la quota 100 è stata supportata con fondi che possono renderla permanente, ma "un Governo consapevole quando introduce nuove misure, in parte sperimentali, vedrà l’effetto e in base a quello vedrà come continuare, in quale forma e misura".

Bankitalia interviene su pensioni e occupazione giovanile

Non sembra accordarsi con le parole del Ministro Tria l'opinione in arrivo dalla Banca D'Italia. Il Vice direttore generale dell'Istituto Luigi Federico Signorini ha, infatti, spiegato nel proprio intervento che le attuali regole di uscita da lavoro non peggiorano necessariamente l'occupazione giovanile.

Secondo il tecnico, non sarebbe quindi possibile sostenere che nel lungo termine un tasso elevato di occupazione delle persone più anziane si traduca necessariamente in basse prospettive d'inserimento per chi sta iniziando la propria carriera. Il problema per il nostro Paese è invece il ritardo nella crescita e nel rilancio dell'occupazione, una situazione che purtroppo continua a permanere anche a dieci anni dall'ultima crisi economica.

FMI: l'Italia non cambi le pensioni

Sul tema della riforma previdenziale e del superamento della legge Fornero è arrivato questa mattina un nuovo duro monito dal Fondo Monetario Internazionale, che ha lanciato l'allarme in merito alle prospettive economiche del nostro Paese.

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"In Italia le passate riforme pensionistiche e del mercato del lavoro dovrebbero essere preservate e ulteriori misure andrebbero perseguite, quali una decentralizzazione della contrattazione salariale per allineare i salari con la produttività del lavoro a livello aziendale", si legge all'interno di un report sul nostro Outlook economico. I tecnici internazionali suggeriscono di sfruttare il periodo attuale per rilanciare il potenziale di crescita, oltre che per mantenere la fiducia dei mercati.

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Un chiaro riferimento alla crisi dello spread e alle possibili conseguenze per le tasche dei cittadini.

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