La misura di uscita anticipata con quota 100 continua a far discutere per i suoi limiti, ma l’onorevole Leghista Durigon ha rassicurato quanti intenderanno optare per tale opzione, dicendo che sarà priva di penalizzazioni. Ma, aggiungiamo noi, non esente da vincoli anagrafici e contributivi, ecco allora in dettaglio quali persone potranno beneficiare della pensione anticipata con quota 100 senza alcuna penalità, sempre che la misura divenga realtà in Legge di Bilancio 2019.

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Quota 100 priva di penalizzazioni: Durigon rassicura

La vera novità di quota 100 è che come dice Claudio Durigon, sottosegretario al Lavoro, sarà priva di tagli, abolita dunque l’idea primaria di un eventuale ricalcolo contributivo dal '96, o di una penalizzazione temporanea del 1-1.5% per ogni anno prima dei 67 fino al raggiungimento del 67° anno d’età, o ancora della penalità permanente pari allo 0.5-1% per ogni anno di anticipo.

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Il costo sarà a carico dello Stato, sebbene questo vorrà dire trovare risorse tra gli 8/8.5 miliardi dal 2019, una cifra ingente che però dovrebbe consentire, nelle intenzioni della Lega, un ricambio generazionale di circa 400 mila unità. Se le persone anziane escono, spiega Durigon, quelle giovani potranno finalmente accedere al mercato del lavoro. L’obiettivo di una quota 100 non è penalizzare chi opterà per tale opzione, ma incentivare affinché la si usi allo scopo - dice - di: “favorire il ricambio generazionale nei luoghi di lavoro”.

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Pensioni

Se è vero che parrebbe allontanarsi l’ipotesi della penalità, è pur vero che 2 paletti restano e sembrerebbero confermati più che mai, uno anagrafico ed uno contributivo. I dettagli e le possibili combinazioni di uscita.

Uscita pensioni quota 100: soglia aumenta a 101 e 102

Chi vorrà optare per quota 100 dovrà avere almeno 62 anni d’età e almeno 38 anni di contributi versati, ragione per cui quanti hanno 64 anni d’età e 36 di contributi - sebbene la somma tra età e contributi sia cento - non potranno comunque accedere alla pensione anticipata.

Le quote che potranno optare per il pensionamento anticipato saranno dunque 62+38, quota 100, 63+38, quota 101, 64+38. quota 102, e così via. Non saranno dunque possibili tutte le combinazioni che danno come risultato somma 100 che non rispettano il paletto dei 38 anni di contributi versati, in quanto i costi sarebbero troppo elevati.

I lavoratori precoci presenti l'altro giorno in piazza Montecitorio alla manifestazione indetta dai gruppi uniti hanno chiesto all'onorevole Di Maio di tenere in considerazione per prima cosa i contributi effettivamente versati e poi l’età.

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Molti 'quarantunisti' infatti pur essendo giovani (59-60 anni) hanno già alle spalle 41 anni di contributi versati all'Inps, ed alla fine, dicono, sono questi che contano per avere diritto alla pensione. Non resta che vedere se cambierà ancora qualcosa, o se effettivamente la quota 100 potrebbe in parte beffare proprio i lavoratori precoci che non riuscirebbero, paradossalmente a causa del requisito anagrafico mancante, ad accedere alla pensione anticipata.

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