Si continua a discutere sul pacchetto Pensioni che dovrebbe portare ad importanti novità in campo previdenziale a partire dal 2019. Il Governo giallo-verde, infatti, è ancora al lavoro per definire gli ultimi dettagli che dovranno essere inseriti nel decreto legge che con molta probabilità verrà emanato entro Natale.

Probabili riduzioni di assegno con Quota 100

Come ormai noto, la nuova Legge di Stabilità individua soltanto le risorse finanziarie che dovranno essere utilizzate per gli interventi diversi dal reddito di cittadinanza e il meccanismo di quota 100. Per queste due misure attendiamo due decreti ad hoc. Per la Quota 100 sono stati stanziati circa 6,7 miliardi di euro per il primo anno di applicazione mentre per il cosiddetto reddito di cittadinanza circa 9 miliardi.

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L'obiettivo dell'esecutivo, infatti, consiste nella riduzione del deficit al fine di strappare il si della Commissione Europea. Stando a quanto riportato dal quotidiano economico "Il Sole 24 Ore", il Governo Conte avrebbe stimato un numero pari a 360 mila di potenziali beneficiari che a partire dal 2019 potranno accedere al pensionamento anticipato dopo il raggiungimento di almeno 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di contributi effettivamente versati.

Secondo la società Tabula, l'assegno previdenziale avrà un taglio che va dal 5 al 21%. Usufruendo del sistema delle quote, infatti, un operaio potrebbe ritrovarsi con un assegno più basso di circa l'8% mentre un impiegato potrà vedersi ridotto il proprio importo di circa 11 punti percentuali. Non tutti, quindi, potranno aderire alla Quota 100.

Il numero dei potenziali beneficiari, infatti, potrebbe scendere del 25-30% raggiungendo quota 230-250 mila pensionamenti per il 2019. In tal modo, si potranno generare dei risparmi fino a 2 miliardi di euro che potranno essere utilizzati per finanziare altri interventi in materia previdenziale e fiscale.

Boeri attacca il pacchetto pensioni

Intanto, sorgono le critiche da parte del Presidente dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Tito Boeri che attacca duramente la nuova riforma delle pensioni: "La manovra non è ancora definita perché sulle pensioni, come ho sottolineato anche nei giorni scorsi, è ancora da scrivere.

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Ci sono dei fondi ma non c'è ancora nulla dentro la legge di bilancio", ha spiegato l'economista sottolineando che contiene segnali di maschilismo date le disparità dell'età di accesso fra uomini e donne. Sempre stando alle dichiarazioni dello stesso Boeri, infatti, la manovra non rifinanzierebbe il congedo di paternità, considerato uno strumento utile per eliminare le disparità.