E' ancora scontro fra il presidente dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale Tito Boeri e il vicepremier della Lega Matteo Salvini circa le risorse da impiegare per gli interventi in materia previdenziale. Secondo quanto affermato dall'economista, infatti, le risorse per la Quota 100 sarebbero insufficienti per il biennio 2020-2021; la risposta di Salvini non è tardata ad arrivare.

Circa 6,7 miliardi stanziati per Quota 100

Continua la discussione sulla manovra finanziaria che a partire dal prossimo anno dovrebbe portare importanti novità sul fronte fiscale e previdenziale.

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Come ormai noto, il meccanismo della Quota 100 e il reddito di cittadinanza non saranno inclusi nella Legge di Bilancio ma diventeranno operativi con due decreti a sé stanti e che dovrebbero essere emanati entro dicembre. Tuttavia, la manovra si limiterà a individuare le risorse economiche che serviranno per finanziare le due misure. Sono pari a circa 16 miliardi di euro i fondi stanziati: 6,7 miliardi saranno utilizzati per Quota 100 mentre i restanti nove miliardi di euro verranno impiegati per il cosiddetto reddito di cittadinanza, più volte annunciato dal Movimento 5 Stelle.

Secondo Boeri non ci sono risorse

Tito Boeri, però, tira dritto sulla sua ipotesi e afferma che le risorse economiche potrebbero essere insufficienti a soddisfare le esigenze di migliaia di lavoratori per il biennio 2020-2021.

"Secondo tutte le nostre simulazioni, costa in alcuni casi un terzo in più e in altri casi addirittura il doppio rispetto al primo anno", ha detto il numero uno dell'Inps. La Legge di Stabilità 2019, infatti, stabilisce che per il primo anno la cifra per finanziare quota 100 si aggiri attorno ai 6,7 miliardi per il primo anno di applicazione mentre altri 7 sono previsti per gli anni successivi. Secondo il presidente dell'Inps, optando per l'uscita anticipata dopo il raggiungimento dei 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di contribuzione, si potrebbe registrare un ulteriore incremento della spesa pensionistica a partire dal secondo anno in cui la misura è in vigore.

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E non manca la risposta da parte del ministro dell'Interno Matteo Salvini che, secondo quanto riportato da "Il Fatto Quotidiano", ha ribadito: "E' in perenne campagna elettorale, ha stufato. Si dimetta e si candidi col Pd alle Europee". Una dura presa di posizione che lascia prevedere la volontà dell'esecutivo di dare il via libera alla misura senza fermarsi neppure davanti al no secco ricevuto dalla Commissione Europea.