Le ultime notizie sulle Pensioni, ad oggi venerdì 2 novembre, riguardano, naturalmente, la misura di anticipo pensionistico Quota 100 che, come vi abbiamo anticipato nella giornata di ieri, non è stata inclusa nella Legge di Bilancio 2019, se non per l'istituzione di un fondo pari a 6,7 miliardi di euro per la sua futura introduzione. Quali saranno, dunque, i possibili scenari per il primo step relativo all'auspicato superamento della riforma Fornero? Il vicepremier Salvini ha confermato, intanto, l'uscita con Quota 100 tramite quattro finestre, sottolineando, comunque, che si cercherà di scongiurare l'esodo di massa, soprattutto nella Pubblica Amministrazione.

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Riforma pensioni, tre strade possibili dopo l'approvazione della Legge di Bilancio

La prima possibilità in merito all'approvazione della riforma pensioni è quella relativa ad un disegno di legge collegato alla manovra finanzaria, la seconda quella ad un emendamento alla Legge di Bilancio mentre la terza, quella che viene considerata come 'ultima spiaggia', è quella del decreto legge. Per quanto riguarda le tempistiche, è chiaro che il percorso relativo agli emendamenti consentirebbe un'approvazione entro la fine del 2018, mentre quello del disegno di legge collegato rinvierebbe il discorso all'inizio dell'anno prossimo.

Ecco perché la soluzione relativa al decreto legge potrebbe rappresentare l'ipotesi di emergenza, nel caso in cui l'iter parlamentare dovesse subire dei rallentamenti. Il problema sarà quello di riuscire ad arrivare velocemente ad un testo condiviso pienamente dalla maggioranza, senza troppi fronzoli: un'impresa che si presenta di non facile attuazione, visto che, oltre a Quota 100, occorrerà prendere in considerazione altre questioni come il blocco dell'adeguamento dei requisiti pensionistici alla speranza di vita, oltre alla nona salvaguardia per gli esodati e le proroghe relative ad Opzione Donna e Ape Sociale. Questioni da mettere in campo efficacemente entro il tetto fissato nella Legge di Bilancio, ovvero i 6,7 miliardi.

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Quota 100, Salvini conferma le finestre: 'Non possiamo consentire un esodo di massa'

Le ultime dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini non lasciano spazio a fraintendimenti. 'Dovremo procedere con giudizio e gradualmente per evitare esodi di massa' ha dichiarato il leader della Lega Nord, riferendosi soprattutto alla Pubblica Amministrazione, dove sarà impossibile concedere la possibilità del prepensionamento a centomila persone, in un botto. 'Ci saranno tre o quattro finestre nel 2019 - ha confermato Salvini, sottolineando, comunque, che l'obiettivo resta Quota 41.

Resta il fatto che il Governo è chiamato a farsi bene i conti: eventuali forti penalizzazioni sull'assegno, in caso di scelta di Quota 100, scoraggerebbe moltissimi lavoratori che, anziché anticipare di cinque anni la propria uscita dal mondo del lavoro, preferirebbero, a questo punto, aspettare i 67 anni. Lega e Movimento Cinque Stelle vogliono, comunque, scongiurare il possibile 'flop Quota 100', dopo le promesse nella scorsa campagna elettorale: se i provvedimenti, infatti, non dovessero soddisfare i lavoratori, i due partiti di maggioranza rischierebbero importanti ripercussioni sul voto delle europee.

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Un rischio che Salvini e Di Maio non vogliono assolutamente correre.