Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il testo relativo alla Legge di Bilancio 2019, testo che oggi approderà in Parlamento. L'elemento, senza dubbio, più interessante è rappresentato dal fatto che tutta la materia previdenziale sia sparita dal disegno di legge del Governo gialloverde. Nei giorni scorsi, si era già parlato dell'esclusione della misura Quota 100 dalla manovra finanziaria, con il vicepremier Luigi Di Maio che ha promesso un provvedimento ad hoc all'indomani dell'approvazione della Legge di Bilancio.

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Nel testo, poi, figura sì l'istituzione di un fondo per Quota 100 pari a 6,7 miliardi di euro ma sono scomparsi gli altri 'pezzi' della riforma che sarebbero dovuti servire a finanziare la controriforma Fornero, vale a dire la rimodulazione delle finestre ma soprattutto il cosiddetto 'taglio alle Pensioni d'oro'.

Legge di Bilancio 2019, 'scompaiono' Quota 100 e i tagli alle pensioni d'oro

Insomma, il capitolo pensioni sembra aver preso una strada completamente diversa anche se il Governo avrebbe pensato di inserire il taglio agli assegni più alti all'interno di un emendamento da presentare in Commissione.

Pensioni, Quota 100 sparisce dalla Legge di Bilancio: sarà oggetto di un ddl collegato al reddito di cittadinanza
Pensioni, Quota 100 sparisce dalla Legge di Bilancio: sarà oggetto di un ddl collegato al reddito di cittadinanza

Il Movimento 5 Stelle vuole un ricalcolo della parte contributiva della pensione, la Lega, invece, è orientata verso il temporaneo contributo di solidarietà.

Come riporta il quotidiano economico 'Il Sole 24 ore', è stato confermato anche il pareggio nel 'derby' fra reddito di cittadinanza e pensioni: le due misure si poggeranno su un fondo da 6,7 miliardi (pensioni) e 6,8 (reddito), fondi che rappresentano il tetto di spesa.

Se per una delle due si spenderà di meno, i risparmi potranno essere destinati all'altra ma non è da escludere che gli stessi (eventuali) risparmi possano servire ad altri scopi, compreso quello della riduzione del deficit.

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Quota 100 e reddito cittadinanza, Giorgetti: 'Partiremo quando sarà tutto pronto per bene'

Il Governo, intanto, continua a rassicurare. Il sottosegretario Giancarlo Giorgetti ha parlato di 'provvedimenti che devono essere fatti bene', sottolineando, comunque, che le misure partiranno quando sarà tutto pronto per partire. E' chiaro che un avvio 'ritardato' delle misure permetterebbe al Governo un sostanziale risparmio.

'Un'Italia che cresce fa bene anche all'Europa' sostiene il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, ribaltando gli allarmi lanciati da Bruxelles, in base ai quali l'economia italiana e il nostro debito rappresentino un problema europeo.

In ogni caso, l'impressione è che il meccanismo che potrebbe portare l’Italia a una procedura di infrazione sembra essere scattato.

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