Il mese di novembre si chiuderà con uno sciopero nazionale della scuola. Si tratterà di una mobilitazione proclamata dal sindacato USB PI Scuola, comunicata al Ministero già qualche settimana fa. A protestare non saranno soltanto i docenti, ma anche il restante personale, a tempo indeterminato e determinato, oltre agli studenti. La campagna denominata “BastAlternanza” è stata indetta per dire basta all’aziendalizzazione della scuola.

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La data da cerchiare in rosso sul calendario sarà quella di venerdì 30 novembre 2018. Tutto il personale del comparto scolastico in Italia, ma anche all’estero, incrocerà le braccia mettendo a rischio le lezioni. Al loro fianco anche gli studenti, ma vediamo quali sono i punti su cui si basa la protesta.

Sciopero contro l’aziendalizzazione della scuola

Al Governo viene chiesta l’abolizione dell’alternanza scuola-lavoro, con l’eliminazione degli Invalsi, una battaglia su cui si lotta da ormai parecchio tempo.

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Si richiede anche l’immissione in ruolo sui posti che si sono liberati in seguito al turnover, oltre all’introduzione di una vera Quota 100 per chi intende andare in pensione. Tra gli altri punti riportati dal sindacato, troviamo quello relativo ad un piano mobilità, che vada a permettere il rientro in organico da parte di coloro che sono stati “esiliati” dalla Legge 107. L’organico di fatto, invece, dovrebbe divenire organico di diritto, mentre per quei docenti aventi 36 mesi di servizio, si richiede l’immissione immediata in ruolo, senza alcun concorso.

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Politica Scuola

Riguardo al personale ATA, vengono chieste assunzioni per andare a ricoprire il reale fabbisogno degli istituti scolastici attraverso un piano straordinario. USB PI Scuola chiede, inoltre, di rendere nuovamente interni quei servizi dati in appalto ad aziende private, andando a stabilizzare il personale ex LSU tramite una procedura riservata. Punto fondamentale riguarda anche il rinnovo contrattuale, con adeguamento del salario di tutti i lavoratori.

Da sottolineare, poi, la richiesta di ritiro dei progetti di regionalizzazione del sistema scolastico e l’eliminazione della delega sul sostegno. Infine, viene richiesto un investimento sull’integrazione degli studenti di lingua non italofona e l’introduzione dell’Italiano L2 in tutte le classi di studio.

Protestano anche i precari della III fascia

Allo sciopero di venerdì 30 novembre 2018 si unirà anche l’associazione Docenti per i Diritti dei Lavoratori.

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I precari della III fascia delle graduatorie d’istituto scenderanno in piazza per protestare contro il concorso selettivo proposta dal ministro Marco Bussetti. Il professor Pasquale Vespa, che coordina l’associazione suddetta, chiede al Governo una fase di transizione del reclutamento per questi lavoratori, a cui era stato promesso un concorso non selettivo votato sia dal Partito Democratico, che da Movimento 5 Stelle.

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Sono state avanzate diverse proposte per stabilizzare i precari con servizio, ma al momento non sembra esserci un dietrofront da parte del Ministero.

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