L'accordo tra il Governo italiano e la Commissione europea passerà per una verifica delle Pensioni anticipate ed i nuovi assegni di welfare. È quanto emerge dalle ultime dichiarazioni in arrivo dalla maggioranza ed in particolare dal Ministro delle Finanza Giovanni Tria. Secondo l'economista alla guida del Mef, "le due misure principali, cioè quota 100 e reddito di cittadinanza, per ora non hanno disegni definiti". Come dire che la quadra sui costi delle misure (e quindi sui requisiti di accesso che definiranno la platea dei potenziali beneficiari) deve essere ancora trovata.

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D'altra parte, lo stesso Ministro spiega di vedere in modo positivo il dialogo in corso con Bruxelles, grazie al quale si punta ad evitare l'avvio della temuta procedura d'infrazione.

Riforma pensioni e reddito di cittadinanza: prosegue l'esame della legge di bilancio in Parlamento

Nel frattempo alla Camera prosegue il confronto sul testo della Manovra e sulle nuove misure di previdenza e di welfare in corso d'approvazione. Su questo punto il Ministro Tria evidenzia la possibilità di far emergere nuove risorse, sulle quali bisognerà poi decidere "se andranno o no alla riduzione del deficit previsto".

L'obiettivo sullo sfondo resta sempre di evitare l'avvio di una procedura d'infrazione, ma al momento la questione non è ancora oggetto di una vera e propria discussione con l'opposizione. Tanto che gli esponenti della minoranza hanno lasciato i lavori in corso presso la Commissione bilancio, dopo che il rappresentante del Mef ha rifiutato di rispondere ad alcune domande (spiegando di non essere in un'audizione). Per intervenire sul rapporto deficit / pil il Governo avrebbe in preparazione anche ulteriori misure, ad esempio sulle dismissioni di beni pubblici improduttivi.

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Il Premier Conte al lavoro sul caso spread

Anche il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è espresso nelle ultime ore in merito alla trattativa in corso con Bruxelles, spiegando che l'esecutivo si sta impegnando per chiudere in modo favorevole la vertenza sulla legge di bilancio 2019. "Con Bruxelles parlo io, ritardare le riforme non vuol dire tradirle" ha spiegato il Premier, evidenziando i termini della situazione: "ho una maledetta fretta di realizzarle" ma risulta necessario "prendere il tempo che serve a fare le cose per bene".

Nel frattempo la delicatezza della situazione si misura anche dalla dialettica interna alla maggioranza. Le ultime indiscrezioni in arrivo dal Corriere della Sera parlano addirittura delle possibili dimissioni del Ministro Tria dopo l'approvazione della Manovra. A conferma che il momento appare non solo decisivo, ma carico di tensione.