Ieri, su La7, si è scatenata una violenta diatriba tra il filosofo marxista Diego Fusaro e il deputato del Pd Gennaro Migliore.

Fusaro non ha nascosto il proprio vivo sostegno alla protesta delle 'Giubbe Gialle di Gallia', passando poi ad attaccare Migliore sulle azioni del PD, in particolare sul Jobs Act, secondo lui causa del massacro economico e sociale dei lavoratori.

Il filosofo ha poi affrontato anche il tema dell'immigrazione, proponendo una chiave di lettura diversa da quelle classiche.

Lo scontro tra Fusaro e Gennaro Migliore

Un'accesa discussione si è verificata tra il filosofo (che si autodefinisce marxista e gramsciano) Diego Fusaro e il deputato PD Gennaro Migliore.

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Lo scontro è cominciato quando Fusaro ha dichiarato che i Gilet Gialli in Italia sarebbero già al governo, e in Francia stanno iniziando adesso ad organizzarsi. A suo parere questa sarebbe una protesta nata dal basso verso l'uomo prodotto in vitro 'dall’élite Rothschild' (Macron), ma in generale anche contro tutta la classe dominante. Per queste ragioni ha anche detto che sarebbe bene rendere onore alle 'giubbe gialle', e che ancora una volta la Francia starebbe educando i popoli europei alla democrazia.

A questo punto Migliore ha replicato che i gilet gialli sarebbero 'un movimento molto complesso', e che Fusaro invece fingerebbe soltanto di essere dalla parte della gente, poiché utilizza poi nei fatti il 'linguaggio del potere'.

Il filosofo però ha replicato subito che Migliore fa parte in realtà di quel partito (appunto il PD) colpevole di aver tutelato sempre e soltanto l'élite dominante e di aver letteralmente distrutto i lavoratori tramite il Jobs Act. Secondo la sua opinione il partito di centrosinistra, nel corso degli anni, avrebbe perso del tutto il proprio spirito di sinistra, poiché avrebbe favorito esclusivamente l’élite finanziaria di Bruxelles, a sfavore della classe lavoratrice.

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Gli atti del PD, ha quindi concluso, non hanno mai tutelato il popolo (come starebbe facendo adesso invece il governo con il reddito di cittadinanza), ma esclusivamente il sistema bancario globale.

Fusaro e l'immigrazione

Il filosofo ha poi affrontato anche il tema dell'immigrazione dandone, come suo solito, una visione profondamente discordante da quella mainstream.

A suo parere, infatti, qui non si starebbe parlando di immigrazione di massa e accoglienza, ma di una vera e propria opera di deportazione, criminale e disumana.

Ha infatti ricordato che la Libia, da cui arrivano i migranti, è stata destabilizzata proprio dall'imperialismo occidentale, costringendo milioni di persone a muoversi verso l'Europa. Le masse di migranti farebbero quindi il favore ai 'signori occidentali' non solo di creare la manodopera nei campi di pomodoro, ma soprattutto di abbassare i costi della forza-lavoro, in modo da portare l'intero sistema dei lavoratori a doversi adeguare a diritti e retribuzioni molto più basse.