Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 17 gennaio 2019 vedono arrivare una giornata decisiva per la flessibilità previdenziale ed in particolare per l'approvazione del pacchetto di riforma del settore da parte del Governo. Entro la serata di oggi si dovrebbe quindi conoscere il destino della quota 100, ma anche di altre misure di settore come la proroga dell'APE sociale e di opzione donna. Nel frattempo si continua a discutere di conti ed in particolare delle coperture in grado di garantire il buon fine delle nuove misure, mentre dai sindacati si replica al Fondo Monetario Internazionale sulla necessità di nuovi correttivi e si chiede al contrario di estendere la flessibilità a tutti i lavoratori.

Atteso nel pomeriggio il via libera sul decretone

Il Consiglio dei Ministri con il quale si darà finalmente il via alla Quota 100 e al Reddito di cittadinanza, oltre alla proroga delle altre misure di flessibilità, si terrà nel pomeriggio di oggi. Lo ha ricordato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte attraverso la pubblicazione di un nuovo post sui social network, nel quale si conferma l'intenzione di approvare il decreto legge contenente le due misure chiave proposte dal governo giallo - verde.

Nel corso della mattina è invece previsto un vertice a tre assieme al Ministro del Lavoro Luigi Di Maio e al Ministro dell'Interno Matteo Salvini. Sullo sfondo la questione principale da affrontare resta quella delle coperture, stante che l'attesa si è prolungata proprio per poter permettere l'esecuzione delle verifiche tecniche da parte della Ragioneria dello Stato.

Pensioni anticipate e Quota 100: manca la clausola di salvaguardia sui conti

Il decreto legge sul pacchetto pensioni sarà discusso a breve dal governo per poter essere approvato definitivamente, ma sulla questione sembrano permanere ancora dei dubbi. Secondo quanto indicato dal Corriere della Sera, il problema riguarderebbe in particolare il vincolo dei conti e la mancanza di una clausola di salvaguardia che possa attivarsi qualora vi sia un eccesso di richieste da parte dei lavoratori.

La questione appare tutt'altro che semplice perché nel comparto previdenziale non è possibile adottare la soluzione già trovata per il reddito di cittadinanza, dove a certe condizioni si rimodula al ribasso l'importo dell'assegno. Un'altra questione sulla quale si è concentrata l'attenzione dei tecnici è poi quella dell'attesa di anni per l'erogazione del trattamento di fine rapporto ai lavoratori pubblici.

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Per ovviare al problema si sta avviando una convenzione con l'ABI affinché si possa realizzare un prestito ponte, ma il Governo dovrà decidere se il costo dell'operazione (legato agli interessi passivi) sarà pagato dallo Stato o se al contrario dovranno essere i lavoratori a pagarne il costo.

Proietti (UIL): il FMI si tranquillizzi sulla spesa previdenziale

Nel frattempo dai sindacati arriva al replica alla posizione del Fondo Monetario Internazionale circolata nella giornata di ieri in merito alla sostenibilità del comparto previdenziale italiano e alla necessità di nuovi interventi correttivi.

"Il Fmi può stare tranquillo: la spesa per pensioni in Italia è dell'11% rispetto al PIL, assolutamente in linea con quella degli altri paesi della UE, anzi, un punto meno della Francia e mezzo punto meno della Germania" spiega il segretario confederale della UIL Domenico Proietti, indicando che il vero tema resta quello di "continuare a cambiare la legge Fornero, che ha portato l'età di accesso alle pensioni 4 anni sopra la media europea". In merito alla Quota 100, il sindacalista ha spiegato che si tratta di un "passo importante", ma non risolve i problemi di tanti lavoratori del centro sud e delle donne per via del requisito contributivo.

Mentre per i lavoratori precoci è necessario avviare la quota 41 per tutti. Infine, Proietti fa un richiamo alla valorizzazione del lavoro di cura e alla tutela dei futuri assegni dei giovani.

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