Il nuovo meccanismo di pensionamento anticipato tramite la quota 100 ed il reddito di cittadinanza sono in dirittura d'arrivo, ma c'è già chi mette in dubbio la loro sostenibilità per via delle mutate condizioni della nostra economia. E' in particolare dalle pagine della stampa economica specializzata che si evidenzia il rischio per la tenuta delle misure rispetto al rilancio degli interventi di welfare, oltre che alla ripartenza degli investimenti nel mondo del lavoro. Se per il 2019 la situazione sembra tutto sommato sotto controllo, nei prossimi anni la sfida appare già in salita e potrebbe risultare ancora più ardua qualora il Paese entrasse in recessione.

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Pensioni flessibili e assegni di welfare: il problema delle coperture nei prossimi anni

D'altra parte, i motivi per temere che la situazione possa complicarsi sono numerosi. Dal possibile calo del Pil (che di fatto farebbe saltare le stime delle coperture previste all'interno della legge di bilancio) alla necessità di intervenire su numerosi fattori. La sterilizzazione dell'aumento dell'Iva, ad esempio, potrebbe risultare troppo onerosa in un contesto recessivo, soprattutto se portata avanti in tandem con altri interventi importanti sul comparto previdenziale.

Tutto ciò mentre le ultime stime sul prodotto interno lordo dell'Italia prevedono l'emergere di dati al ribasso rispetto al parametro dell'1% utilizzato dai tecnici dell'esecutivo nella redazione della legge di bilancio. In questo contesto, non aiuta poi la frenata globale, visto che il nostro Paese si aggancia spesso al commercio internazionale per poter conseguire risconti positivi. Il rallentamento della Germania, la Brexit e la guerra commerciale dei dazi tra Stati Uniti e Cina sono sicuramente rappresentativi di una situazione generale dei mercati che appare tutt'altro che tranquillizzante e che potrebbe ripercuotersi negativamente sui meccanismi della nostra economia.

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Quota 100 e RdC sotto i riflettori per le stime tecniche

Nel contesto appena descritto, appare quindi chiaro perché l'attuale situazione economica desti non poche preoccupazioni sulla tenuta delle due misure di riforma della previdenza e del welfare in avvio con il decreto legge di giovedì prossimo. Basti pensare al fatto che in fin dei conti, risale solo a poche settimane fa la stretta trattativa tra il Governo italiano ed i tecnici di Bruxelles per mantenere la spesa della quota 100 attorno ai 4 miliardi di euro e quella del reddito di cittadinanza a 4,7 miliardi.

Nel frattempo il confronto con la realtà appare inevitabile: da un lato vi sono i lavoratori ed i cittadini che attendono la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle nuove misure, mentre dall'altro vi sono le nuove verifiche tecniche. Anche perché entro la fine del mese corrente arriverà il dato sull'andamento dell'economia nell'ultimo trimestre 2018, un presupposto importante per capire fin da subito se le stime del Governo risulteranno orientate nella direzione giusta.