Le ultime novità sulla riforma delle Pensioni non potevano non passare per l’approvazione dell'ormai famosissimo 'decretone', la tanto attesa bollinatura da parte della ragioneria di Stato è finalmente arrivata. Ora il testo dovrebbe giungere al Presidente della Repubblica Mattarella che dopo la sua firma darebbe il via all’iter conclusivo del decreto con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, facendo così divenire legge tutte le misure previdenziali in esso contenute.

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Vediamo in dettaglio con l’approvazione del decreto cosa cambierà per le donne e per quanti vorranno anticipare l'entrata in pensione grazie alla quota 100.

Pensioni anticipate, al via la proroga dell’opzione donna: le beneficiarie

Ci siamo, ormai è questione di giorni affinché si veda pubblicata la norma che sancisce la proroga dell’opzione donna in Gazzetta Ufficiale. Quali saranno le beneficiarie del decreto?

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Tutte le donne che entro il 31/12/2018 siano riuscite a maturare due requisiti: 35 anni di contributi e 58 anni d’età se lavoratrici dipendenti o 59 se autonome. Per loro (ossia a conti fatti le nate entro il 31/12/1960) sarà possibile andare in pensione grazie alla proroga della legge sperimentale 243/2004, che però ha visto incrementare il requisito anagrafico di 1 anno, tagliando fuori dunque tutte le donne del 1961 che erano certe di entrarci e che chiedono oggi più che mai l’estensione al 31/12/2019 dei requisiti.

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Le beneficiarie dovranno però scontare una finestra molto lunga pari a 12 mesi per le dipendenti e 18 per le autonome, in questo lasso di tempo possono comunque continuare a lavorare in attesa della decorrenza della pensione. Prorogata anche l’ape sociale per 1 anno, i beneficiari con 63 anni e 36 di contributi appartenenti alle categorie maggiormente disagiate potranno optare per questa opzione di uscita a totale carico dello Stato. Chi potrà uscire invece con quota 100?

Pensioni 2019, quota 100: paletti confermati

Confermati nel testo del decreto i paletti che reggeranno quota 100 e ne determineranno la platea, che non sarà ricompresa da tutti coloro che addizionando età e contributi centreranno la somma 100, ma solo da quanti riusciranno entro il 31/12/2021 (la misura è infatti sperimentale per tre anni) a maturare 62 anni d’età e 38 di contributi. Questi due addendi sono fissi, dunque chi ad esempio ha 63 anni, ma 37 di contributi non potrà al momento accedere alla quota 100, seppur la somma dia 100.

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Inoltre é confermato il divieto di cumulo tra redditi da pensioni e lavoro (limite massimo 5000 euro annuali). È possibile il cumulo dei contributi versati in più casse previdenziali per raggiungere il montante contributivo, possibile altresì il riscatto della laurea, ma non in regime agevolato (possibile per ora solo per gli under 45).

Pensioni anticipate: confermato lo stop dell'adv

Per quanto concerne lo stop dell’aspettativa di vita, vi è il blocco dei 5 mesi per le pensioni anticipate e per la quota 41 precoci, ma con finestre trimestrali.

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Quindi,a conti fatti, lo sconto sarà solo di 2 mesi. Queste le principali novità per chi riuscirà a beneficiare della riforma pensioni 2019. Ad oggi restano eslusi i precoci, le donne nate dopo il 1960 e gli esodati, ancora in attesa della nona salvaguardia.

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