Continua ancora la discussione in Commissione Lavoro al Senato sulle modifiche da apportare al cosiddetto decretone unico prima della conversione in legge definitiva. Il testo, infatti, è già stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale e si trova ormai da alcune settimane in Aula al Senato dove sono stati presentati più di cinquecento emendamenti contenenti le proposte di modifica.

Il Governo propone la pace contributiva fino a 10 anni

Stando a quanto riportato sul quotidiano economico "Il Sole 24 Ore", il Governo Conte starebbe puntando ad un ritocco sul maxi decreto unico che riguarda l'allungamento della pace contributiva dai 5 ai 10 anni con l'estensione da 60 a 120 rate mensili per un importo minimo di 30 euro.

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Lo scopo, infatti, consiste nel garantire ai lavoratori che hanno iniziato a versare i contributi dal primo gennaio 1996 il riscatto della contribuzione per coprire i buchi contributivi. Tuttavia, la modifica al maxi decreto unico potrebbe arrivare a margine del passaggio del testo alla Camera con un secondo correttivo: consentire ai lavoratori stagionali di riscattare i contributi derivanti da annualità antecedenti il primo gennaio 1996, ovvero, fino al 31 dicembre 1995.

Importante modifica per le lavoratrici madri

Sempre secondo quanto riporta "Il Sole 24 Ore", il Governo giallo-verde sta lavorando su un'altra importante modifica riguardante le lavoratrici madri con un figlio disabile. Per questa categoria di lavoratori, infatti, si pensa ad un anticipo di ulteriori tre anni rispetto ai requisiti richiesti dalla Quota 100, ovvero, 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi.

Le lavoratrici, quindi, potranno accedere al pensionamento anticipato dopo il raggiungimento dei 35 anni di contribuzione effettiva per tutta la durata della sperimentazione della misura in materia previdenziale voluta dalla Lega ed introdotta con la nuova Legge di Stabilità 2019.

Salta, invece, l'emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle riguardante il taglio delle Pensioni percepite dai sindacalisti. Il testo, infatti, prevede la revisione del conteggio dei contributi figurativi per gli anni di attività svolta dai sindacati oltre al ricalcolo dell'assegno previdenziale secondo il metodo contributivo.

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Proposta che è stata bocciata dalla Commissione Bilancio. Per il Sottosegretario al Lavoro Claudio Cominardi, infatti, la proposta di modifica lanciata dal Movimento 5 Stelle dovrà essere ripresentata.