Prosegue senza interruzioni il trend positivo del numero di domande legate alla nuova opzione di uscita anticipata dal lavoro tramite la quota 100. Le pratiche di pensione ricevute direttamente dall'Inps o tramite l'intermediazione dei patronati hanno infatti toccato il tetto delle 35694 richieste al primo pomeriggio di oggi 11 febbraio 2019. Tra queste, più di 16mila riguardano persone che hanno compiuto dai 63 ai 65 anni di età (ricordiamo che il limite superiore è rappresentato dall'accesso alla pensione di vecchiaia, per il 2019 vincolato al raggiungimento dei 67 anni di età).

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Una parte minore, ma comunque importante, riguarda invece coloro che hanno meno di 63 anni: in questo caso specifico si tratta di circa 11600 domande (per molte delle quali è risultato evidentemente fondamentale il ricorso ai fondi di solidarietà).

L'approfondimento sui dati pervenuti dall'Inps

Entrando nel merito dei dati forniti dall'Istituto pubblico di previdenza e analizzando le situazioni specifiche, si evidenzia che dalla Capitale sono arrivate quasi 3mila richieste di pensionamento (per la precisione il numero esatto corrisponde a 2936 invii).

Napoli si ferma a 1763 domande, mentre Milano registra 1338 pratiche di prepensionamento. Dal punto di vista della tipologia di attività svolta, i lavoratori del settore privato hanno presentato 24398 domande, pertanto ne consegue che i dipendenti pubblici ai quali corrisponde una richiesta di quiescenza anticipata sono 11296 (su un totale di 35964 domande pervenute all'Inps).

Il dibattito sulle pensioni anticipate tramite quota 100 resta acceso

Ricordiamo che le Pensioni anticipate tramite quota 100 possono essere maturate a partire dai 62 anni di età e 38 anni di contribuzione.

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Nel caso di ricorso a fondi di solidarietà, è possibile ottenere un ulteriore sconto triennale sui requisiti (che scendono a 59 anni di età e 35 anni di versamenti). La pensione anticipata è accompagnata dal divieto di cumulo con altri redditi da lavoro dipendente o autonomo. Dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale il dibattito pubblico e politico sull'opzione di prepensionamento si è fatto molto acceso, soprattutto per via dell'elevato requisito contributivo di accesso (che limita la fruizione dell'agevolazione a coloro che hanno avuto una lunga carriera lavorativa), stante l'impossibilità di poter aderire per molti contribuenti che hanno interruzioni di versamenti a causa di part time involontari, disoccupazione o altre situazioni di disagio.