Le ultime notizie sulle Pensioni, ad oggi lunedì 18 febbraio 2019, riguardano i dati relativi alle domande per Quota 100 in relazione al cosiddetto 'turn over generazionale', auspicato dal governo Conte. La nuova misura di anticipo pensionistico, infatti, secondo le intenzioni dell'esecutivo, dovrebbe permettere a migliaia di giovani di poter essere assunti al posto di coloro che, finalmente, potranno avere accesso alla pensione. Secondo un'analisi svolta dalla Fondazione Leone Moressa per il quotidiano economico 'Il Sole 24 Ore', la cosiddetta staffetta generazionale sarà di difficile attuazione: una buona fetta di richiedenti Quota 100, infatti, risiedono al Sud e nelle Isole (17.008 su 42.397).

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Un altro fattore che ostacolerebbe la realizzazione del turn over generazionale è rappresentato dall'esigenza di contenere la spesa nella Pubblica Amministrazione: tenendo presente che oltre un terzo dei possibili 'quotisti' è impiegato nella PA, le chances per i giovani di poter trovare un'occupazione diminuiscono ulteriormente.

Pensionati-giovani: turn over con Quota 100 di difficile realizzazione

Secondo quanto pubblicato dall'edizione odierna de 'Il Sole 24 Ore', sarebbero 529mila i lavoratori del Sud e delle isole di età compresa tra i 60 e i 64 anni che sarebbero interessati a Quota 100, ma anche se dovessero presentare tutti la domanda per il pensionamento anticipato, non si libererebbero posti sufficienti.

Pensioni, Quota 100: più domande provenienti dal Sud, più difficile l'attuazione della staffetta generazionale
Pensioni, Quota 100: più domande provenienti dal Sud, più difficile l'attuazione della staffetta generazionale

Si calcola, infatti, che siano 882mila i giovani del Sud (metà di loro sono donne), di età compresa tra i 25 e i 34 anni, ad essere attualmente disoccupati. Un altro elemento che fa aumentare lo scetticismo in merito al turn over generazionale è che oltre un terzo (il 36,2 per cento) dei potenziali richiedenti Quota 100 è impiegato nella Pubblica Amministrazione.

La prima tipologia di mestiere è costituito dagli impiegati 'addetti alla segreteria e agli affari generali'.

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Subito dietro troviamo la scuola, mentre sul gradino più basso del podio troviamo i medici. In base a questi dati diventa estremamente difficile che l’accesso anticipato alla pensione per questi lavoratori possa comportare un turnover a favore dei giovani, considerando le necessità, da parte dello Stato, di dover contenere la spesa pubblica.

I giovani in cerca di lavoro

Occorre tenere presente, inoltre, che la maggior parte dei giovani tra i 25 e i 34 anni disponibili ad entrare nel mondo del lavoro risiede al Sud e nelle isole (il 61,5%) contro il 23 per cento che risiede al Nord.

Ne deriva che, nell'ambito del cosiddetto 'patto per il lavoro', (elemento vincolante per i percettori del reddito di cittadinanza), è destinata a prendere sempre più corpo l'ipotesi di dover accettare un'offerta lavorativa in tutto il territorio nazionale, secondo quanto previsto dalla misura per il sussidio alla povertà.

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