Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, è entrato in vigore il decreto Quota 100, che introduce, tra le nuove misure approvate dal nuovo Governo, l’anticipo del diritto di pensione rivolto a chi ha i contributi e l’età per accedere alla nuova forma previdenziale. Ricordiamo che Quota 100 fa riferimento ai lavoratori i quali, sommando almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi versati, arrivano alla quota richiesta.

Quota 100: speranza per i docenti

Secondo il Presidente della VII Commissione Cultura alla camera Gallo, con Quota 100 ci sarebbero 50.000 nuovi posti che potrebbero consentire, in buona parte, il rientro dei tanti docenti del Sud.

Ma non solo, secondo Gallo, Quota 100 farà aumentare anche le supplenze per via dell'alto numero di posti che verranno liberati. Ancora è presto per avere dati certi, e queste sono solo delle stime. I numeri certi si conosceranno solo a partire dal 28 febbraio, data in cui si chiuderà il portale di invio delle domande, ma per i tanti insegnanti questa è una speranza importante. Il decreto, come da circolare Inps, chiarisce la decorrenza del trattamento pensionistico per quanto riguarda i dipendenti pubblici. I suddetti dipendenti che raggiungono i requisiti richiesti, già sopra elencati, entro l’entrata in vigore del decreto, potranno andare in pensione dall’1 agosto del 2019; se i requisiti, invece, vengono maturati a partire dall’1 febbraio 2019, dovranno attendere sei mesi per avere diritto al trattamento pensionistico.

Per quanto riguarda gli impiegati statali della Scuola, l’iter prevede delle lievi differenze, in questo caso l’articolo 59 chiarisce che la domanda va inoltrata entro il 28 febbraio e con la seguente regolamentazione: per andare in pensione a partire dall’1 settembre 2019, vanno considerati anche dei mesi da settembre a dicembre del corrente anni anche se non prestati.

Che cos’è Quota 100 e chi può fare domanda

L’Inps il 29 Gennaio ha pubblicato un avviso che spiega le modalità di invio della domanda per richiedere non solo la Quota 100, ma anche l’Opzione donna e la Pensione anticipata. L’Opzione donna, come l’articolo 14 del Decreto chiarisce, prevede l’andata in pensione a 58 anni e con 35 anni di contributi versati.

Mentre per quanto riguarda la Pensione anticipata, restano in vigore le vecchie soglie che richiedono 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne, e 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini.

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