Possibile rialzo della spesa pensionistica per i prossimi anni dovuta ai costi derivanti dal meccanismo della quota 100, dall'indicizzazione dei trattamenti pensionistici e dallo stop all'adeguamento dei requisiti previdenziali all'aspettativa di vita. Stando a quanto affermato dall'agenzia di stampa "AdnKronos", infatti, la spesa pensionistica potrebbe subire un ulteriore aumento pari allo 0,7 % del Pil nel 2022.

Upb: la spesa pensionistica potrebbe aumentare

Ad affermarlo è l'Ufficio Parlamentare di Bilancio che in un rapporto sulla programmazione ha reso note le ipotesi di spesa nel medio-lungo termine che potrebbero comportare le attuali misure in materia previdenziali fortemente volute dal Governo Lega-stellato. Sempre secondo quanto afferma l'Upb, la spesa pensionistica lieviterebbe fino al 2040 per poi ridursi a partire dall'anno successivo in media circa un decimo di un punto del Pil fino al 2070.

L'aumento della spesa, infatti, potrebbe scaturire dall'elevato numero di persone che sceglieranno di anticipare l'uscita con il sistema della Quota 100, ovvero, dopo il raggiungimento di almeno 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi, dai mancati adeguamenti dei requisiti alla speranza di vita e dal congelamento dell'indicizzazione degli assegni previdenziali.

Anche la crescita dell'economia del Paese sarà poco rilevante: secondo l'Upb, infatti, avrà rischi al ribasso dovuti agli squilibri finanziari e all'incertezza sulle scelte del Governo sul consolidamento del Bilancio.

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Pensioni

Tuttavia, si presume una netta salita del debito pubblico fino a toccare il 135 % del Pil per il 2022 nel caso in cui non vengano toccate le clausole Iva o non verificheranno ulteriori entrate dovute alle privatizzazioni.

Per l'Ufficio Parlamentare di Bilancio, infatti, nel 2021 il rapporto deficit Pil potrebbe toccare il 134,7 % per il 2021, fino a salire al 135,4 % per il 2022 con un netto aumento rispetto al 132,2 % del Pil raggiunto nel 2018.

"Nel quadro programmatico di finanza pubblica esiste un concreto elemento di rischio correlato all'eventualità che il programma di privatizzazioni possa rivelarsi in tutto o in parte inattuabile", afferma ancora l'Upb.

Tesoretto da 5 mld da destinare ai prossimi interventi

Intanto, si fa sempre più strada l'ipotesi di un 'tesoretto' che avanzerebbe dalle misure in materia previdenziale come Quota 100 e cosiddetto reddito di cittadinanza. Difatti, solo l'80 % delle domande presentate per l'uscita anticipata sono state accolte dall'Inps con una spesa che si aggira attorno ai 2,8 miliardi di euro. Mentre per il rdc, sono state accolte solo il 72 % delle richieste: i risparmi ipotizzati si aggirano attorno ai cinque miliardi di euro che potrebbero essere riutilizzati per i prossimi interventi da inserire nella nuova Legge di Stabilità come ad esempio, la proroga del regime sperimentale donna e la nona misura di salvaguardia per gli esodati rimasti esclusi.

Ad affermarlo è il sottosegretario al ministero del Lavoro Claudio Durigon che mira ad una proroga dell'Opzione Donna a favore delle lavoratrici nate fra il 1960 ed il 1961 visto che, risultano ancora escluse dalle attuali norme pensionistiche. Inoltre, ulteriori correttivi potrebbero portare ad un bonus contributivo per le mamme mentre per la Quota 41 si dovrà attendere la fine della sperimentazione del sistema delle quote voluto dalla Lega.

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