Il comparto della Scuola sarà interessato da una serie di scioperi nel mese di maggio. Le prossime settimane non vedranno andare in scena soltanto stop nel settore dei trasporti, ma anche in quello scolastico. Diverse le date da cerchiare in rosso sul calendario. In particolare spicca quella di venerdì 17 maggio 2019, quando si avrà uno sciopero generale, annunciato in blocco da Flc Cgil, Cisl scuola, Uil scuola, Snals Confsal e Gilda Unams. Dopo l’incontro con il ministro del Lavoro, non sono emersi elementi tali da ritenere concluso in maniera positiva il tentativo di conciliazione.

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Ragion per cui i sindacati hanno deciso di confermare la protesta, che già era nell’aria da diverso tempo. Dunque, tutti i lavoratori del comparto istruzione e ricerca incroceranno le braccia per tutta la giornata.

Diverse le motivazioni, tra cui l’emergenza salariale. I sindacati lamentano un trattamento economico poco adeguato, perciò chiedono al Governo di rivedere i contratti nazionali. Inoltre, si lotta contro l’ipotesi di regionalizzazione della scuola. Tra gli altri motivi c’è anche l’elevato numero di contratti a tempo determinato, che in Italia sono decisamente più alti rispetto alla media dell’Unione Europea.

Infine, viene chiesta di trovare una soluzione ai carichi di lavoro gravosi per il personale Ata. Oltre a questo sciopero unitario, però, si assisterà ad altre agitazioni sindacali prossimamente.

Calendario degli scioperi a scuola, raffica di proteste nella prima metà di maggio

Si comincerà venerdì 3 maggio 2019 con la mobilitazione di Sgb, che coinvolgerà i docenti delle scuole primarie. Questi andranno a protestare contro le prove Invalsi, come già accaduto in passato. Verranno boicottati i test anche nelle giornate di lunedì 6 e martedì 7 maggio 2019.

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Contemporaneamente, però, si fermeranno anche insegnanti, personale Ata e dirigenti scolastici presso gli istituti della Sardegna. Ad indire tale stop sono stati i Cobas scuola.

Non si concluderà qui, perché in data venerdì 10 maggio 2019 sarà la volta di Usb. Il personale scolastico incrocerà le braccia assieme a tutti gli altri lavoratori impiegati nella Pubblica Amministrazione. Tale mobilitazione è stata proclamata come segno di protesta nei confronti delle limitazioni al diritto di sciopero e agli attacchi contro il sindacato avvenute di recente.

Dunque, sarà un mese in cui le lezioni saranno a rischio svolgimento. A poche settimane dal termine dell’anno scolastico proseguiranno le battaglie dei sindacati per cercare di raggiungere un accordo con il ministero dell’Istruzione. Va ricordato, che nel caso decidessero di non andare in classe, gli studenti dovranno presentare regolare giustifica per l’assenza.