Opposizioni all’attacco del governo gialloverde sulla riforma delle Pensioni sulla scia della critiche espresse dalla Cgil guidata da Maurizio Landini. Esponenti del Partito Democratico e di Sinistra Italiana criticano le scelte del governo in materia previdenziale e rilanciano le loro proposte. In particolare viene espressa preoccupazione per il futuro pensionistico delle nuove generazioni e si chiede di correre ai ripari. Sono intervenuti in queste ore, tra gli altri, Cesare Damiano (Pd) e Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana).

Pensioni, Fratoianni: enorme questione generazionale ignorata

"In questo Paese – ha detto l’esponente di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni - c'è un’enorme questione generazionale che la politica non affronta”. Un tema già all’attenzione di Sinistra Italiana nella scorsa legislatura.

“Lo dico da tempo", ha sottolineato Fratoianni. I giovani di oggi potranno andare in pensione, nella migliore delle ipotesi sulla base della situazione attuale, dopo i 70 anni. Occorre intervenire, secondo la Sinistra Italiana, per garantire un trattamento previdenziale futuro alle nuove generazioni.

"Oggi la Cgil – ha detto Fratoianni - certifica ciò che sappiamo da tempo: i quarantenni precari vedranno la pensione solo dopo i 73 anni e – ha sottolineato - con assegni da fame”. Attualmente nessun sta pensando a come far fronte a questa situazione, secondo l’esponente della sinistra radicale. “Nessuno se ne occupa – ha aggiunto come riporta l’agenzia Askanews - ed è un vero e proprio delitto sociale”. Ecco la proposta di Sinistra Italiana: “Bisogna coprire i buchi contributivi dei giovani precari con carriere discontinue”.

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Pensioni

Questa la soluzione proposta da Sinistra italiana. “Altrimenti – ha concluso - il futuro sarà più nero di un presente – ha evidenziato - già senza diritti e certezze".

Pensioni, Damiano: rivedere le soglie o giovani saranno penalizzati

Dopo l’allarme sulle pensioni lanciato dalla Cgil di Maurizio Landini fa sentire la sua voce anche Cesare Damiano, dirigente del Pd. "La preoccupazione del sindacato a proposito del futuro pensionistico delle giovani generazioni – ha detto l’ex ministro del Lavoro come riporta La Presse - non può che essere condivisa".

La proposta di Damiano “è, intanto, quella di abolire – ha spiegato esponente del Partito Democratico - il vincolo di una pensione corrispondente a 2,8 volte il minimo per poter andare in pensione a partire dai 63 anni, come prevede la legge Fornero”.

Prosegue così senza sosta il dibattito politico, economico e sindacale sulla riforma delle pensioni in vista della nuova legge di Bilancio 2020. Tra le aspettative alimentate dal governo quella di vedere nella manovra, dopo la Quota 100 attivata da tre mesi, anche la Quota 41 per i lavoratori precoci e la proroga del regie sperimentale di Opzione donna per le lavoratrici.

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