In queste ore di crisi per la caduta dell'esecutivo sono molti i lavoratori che si stanno interrogando sui possibili effetti in merito alla propria situazione previdenziale. Il quesito principale per coloro che matureranno nel prossimo anno i requisiti di accesso alle pensioni anticipate tramite la quota 100 (62 anni di età e almeno 38 anni di contribuzione) riguarda l'effettiva prosecuzione del provvedimento.

Quest'ultimo ha infatti natura sperimentale, ma è bene sottolineare che risulta già approvato fino al 2021. Per questo motivo attendersi uno stravolgimento dell'opzione nel breve termine risulterebbe certamente poco razionale.

Riforma pensioni e Quota 100: i dubbi sul prossimo esecutivo

Se per il 2019 appare scontato che la quota 100 continuerà a restare in funzione, resta il fatto che nel medio-lungo termine un ripensamento sul suo meccanismo di funzionamento non sarà da considerarsi improbabile.

Un eventuale nuovo esecutivo 'giallo-rosso' potrebbe infatti decidere di dirottare le misure su altri meccanismi di prepensionamento agevolato, magari caratterizzati da un minore requisito contributivo. Basti pensare alla prossima scadenza dell'APE sociale e dell'APE volontaria (entrambe in chiusura al 31/12 del 2019), che richiedono rispettivamente 30-36 anni di versamenti nel primo caso e appena 20 anni di contributi nel secondo, pur ponendo come vincolo anagrafico la maturazione dei 63 anni di età.

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Pensioni

Un'altra misura che rischia di scadere al termine di quest'anno e che attende risposte dal prossimo esecutivo è quella della proroga dell'opzione donna, che consente alle lavoratrici di ottenere la quiescenza a partire dai 58 anni di età (un anno in più se autonome) e 35 anni di contribuzione, pur accettando il ricalcolo contributivo del futuro assegno.

Riforma previdenziale, improbabile una cancellazione della quota 100

Resta comunque il fatto che il finanziamento della quota 100 fino al 2021 rende piuttosto improbabile una sua cancellazione.

Piuttosto potrebbero essere apportati correttivi, anche perché il numero di domande risulta già oggi inferiore rispetto alle stime iniziali. È chiaro che la misura è stata fortemente voluta dalla Lega ed è risultata particolarmente vantaggiosa solo per alcune specifiche categorie di lavoratori. Questo elemento potrebbe comunque far propendere per un ripensamento nei criteri di accesso. Molto dipenderà però anche da ulteriori elementi di spesa che sarà necessario valutare con la prossima Manovra, a partire dalla sterilizzazione delle clausole di salvataggio dell'Iva.

Non va dimenticato infatti che la coperta risultava già oggi corta con l'esecutivo di Conte, stante il fatto che lo stesso governo giallo-verde aveva indicato di voler reindirizzare ad altre poste i risparmi derivanti dal mancato utilizzo di quota 100 rispetto alle stime iniziali.

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