Le ultime novità sulle Pensioni ad oggi 27 settembre 2019 vedono proseguire il pressing dei comitati dei lavoratori in favore di coloro che rimangono ingiustamente esclusi dalle salvaguardie e dalle tutele previdenziali. È il caso dei lavoratori esodati, che preparano due nuovi presidi per il prossimo 9 ottobre. Ma lo stesso si può dire per le lavoratrici che da tempo chiedono la proroga dell'opzione donna, il riconoscimento del lavoro di cura e l'avvio di una modifica alla quota 100 per renderla maggiorente coerente con le necessità delle lavoratrici.

Ardizio (Esodati): il 9 ottobre due presidi presso il MdL ed il Mef

Dai Comitati dei lavoratori esodati emergono interessanti novità circa la richiesta di avvio di una nuova salvaguardia per coloro che sono rimasti esclusi dalle precedenti azioni di tutela. In particolare, sono stati programmati per il prossimo 9 ottobre 2019 due presidi presso il Ministero del Lavoro ed il Minstero delle Finanze. L'appuntamento è dalle ore 10 alle 13 in Via Veneto 54 e nel pomeriggio dalle ore 15 alle ore 17 in via XX settembre, 97 a Roma.

Al governo si chiede una soluzione per le 6mila persone ancora in attesa dell'accesso all'Inps attraverso una soluzione definitiva (tramite la riapertura dell'8va o l'avvio di una nuova salvaguardia), il blocco dell'AdV per le donne, un'APE sociale ad Hoc (con bonus di 1 anno di contributi per figlio) e la pace contributiva per coprire eventuali buchi di carriera. Infine, si chiede anche il cumulo con i versamenti effettuati preso la gestione separata dell'Inps.

Armiliato (CODS): 'battaglia per le donne di oggi e di domani'

Nella giornata di oggi è uscita un'interessante intervista ad Orietta Armliato a firma di Erica Venditti per il sito Pensionipertutti.it sul tema dell'opzione donna, del riconoscimento dei lavori di cura e della quota 100 rosa. All'interno la fondatrice del CODS ha ribadito la propria posizione in merito a queste tematiche, spiegando che "la misura dell’Opzione Donna al 2023 costerebbe 2 miliardi di euro, come diceva lei, ossia 400 milioni all’anno spalmati sui prossimi cinque anni e francamente, non mi sembra una cifra proibitiva o mirabolante".

Nel corso dell'intervista Armiliato ha quindi evidenziato che le coperture economiche risultano sufficienti per estendere la proroga dell'opzione donna fino al 2023. Allo steso tempo, l'amministratrice ha ricordato la battaglia portata avanti "per le donne di oggi e di domani" rispetto alla proposta della "quota 100 rosa" e del riconoscimento del lavoro di cura. "Confidiamo che qualcuna di queste proposte possa vedere la luce nella prossima legge di bilancio" ha specificato la fondatrice del Comitato Opzione Donna Social, ricordando come "una non escluda l’altra".

Segui la pagina Pensioni
Segui
Segui la nostra pagina Facebook!