"Noi su entrambi i temi vorremmo fare un'analisi concreta su quello che è avvenuto, per capire se veramente quello strumento è servito per combattere la povertà o se sono necessari miglioramenti", ha spiegato il Segretario generale della Cgil Maurizio Landini, a margine dell'incontro tenutosi ieri fra l'esecutivo giallorosso e le parti sociali. Lo stesso sindacalista, infatti, sembra concentrarsi maggiormente sulle misure bandiera del governo gialloverde, spiegando che potrebbero essere necessarie nuove modifiche al fine di superare definitivamente la precedente Riforma Fornero.

Per Landini, il superamento della legge previdenziale del 2011 non potrà avvenire solo con il meccanismo della Quota 100, ma servirebbero altri interventi. "Pensano che una serie di provvedimenti abbiano una loro conferma dentro una nuova manovra che faranno", ha spiegato ancora il segretario generale della Cgil.

All'incontro hanno partecipato anche il Segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo e quello della Cisl Annamaria Furlan, oltre al responsabile della previdenza della Cgil Ezio Cigna.

Stando a quanto affermato dal quotidiano Il Messaggero, la sindacalista della Cisl Furlan si sarebbe dimostrata soddisfatta del nuovo governo Conte Bis visto che, dopo anni, avrebbe posto le sue attenzioni sulle richieste contenute nella piattaforma unitaria elaborata dalle tre sigle confederali, mentre per il leader della Uil Barbagallo occorrerebbe dare una risposta concreta a circa 15 milioni di italiani.

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Cigna: 'Serve una riforma vera'

Ad intervenire è stato anche il responsabile della previdenza della Cgil Ezio Cigna che, invece, si sarebbe concentrato sul meccanismo della Quota 100 voluto dalla Lega. "Il punto fondamentale è che Quota 100 è una risposta sbagliata a un problema vero", ha replicato aggiungendo anche che sarà necessaria una riforma che possa superare in via definitiva la Legge Fornero che negli anni ha penalizzato gran parte dei lavoratori italiani.

Quota 100, infatti, costituisce solo una misura parziale visto che, lascia fuori le lavoratrici che difficilmente raggiungerebbero i requisiti richiesti dalla normativa.

La Cgil ipotizza risparmi per 10 miliardi di euro

Lo stesso Cigna, poi, si sarebbe concentrato sui dipendenti della Pubblica Amministrazione i quali, per l'uscita anticipata dovranno attendere una finestra rispetto al settore privato: a fine 2019, infatti, potrebbe registrarsi una notevole carenza di organico.

In termini di risparmi, Cigna ha illustrato che, delle 973mila uscite previste nell'arco del triennio, solo 380mila potrebbero richiedere il prepensionamento generando un risparmio di circa 10 miliardi di euro che potrebbero essere riutilizzati per il superamento della Riforma Fornero.

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