Si continua a discutere sulla Legge di Stabilità 2020 che dovrebbe essere pronta in autunno. Come ormai noto, il meccanismo delle quote fortemente voluto dalla Lega resterà in vigore fino al termine della sperimentazione prevista per il 2021 ma il Governo giallo-rosso studia nuove modifiche sulla misura: i lavoratori che decideranno di anticipare l'uscita non avranno più la facoltà di arrotondare l'assegno.
Probabile stretta su Quota 100
Come recita il Decreto Legge n. 4/2019 la pensione con quota 100 non è cumulabile, a far data dal primo giorno di decorrenza e fino alla maturazione dei requisiti per il trattamento di vecchiaia con altri redditi derivanti da lavoro dipendente o da lavoro autonomo ad eccezione di quelli derivanti da lavoro autonomo occasionale a condizione di non superare i 5 mila euro lordi annui.
Tuttavia, l'esecutivo giallo-rosso potrebbe introdurre una nuova opzione che non permetterà più ai lavoratori uscenti con Quota 100 di arrotondare l'assegno previdenziale.
In tal modo, infatti, si ridurrebbero ulteriormente le domande di pensionamento anticipato garantendo maggiori risparmi per le casse statali. Nel primo anno di sperimentazione, sono state presentate circa 174 mila istanze di prepensionamento a fronte delle 290 mila uscite previste dall'esecutivo giallo-verde con un risparmio pari a 1,4 miliardi di euro: l'obiettivo del Governo Conte bis, infatti, consiste nell'attuare altri risparmi che potrebbero essere destinati ad altri interventi in materia previdenziale.
Sempre stando a quanto riporta "Il Corriere della Sera", però, si tratterebbe soltanto di un'ipotesi ma nel caso in cui si avrà maggiore concretezza, il cosiddetto divieto di arrotondamento scatterebbe a partire dall'anno prossimo, ovvero, dal 2021 ultimo anno di sperimentazione di Quota 100.
Tuttavia, i partiti d'opposizione, non sembrano convinti sulla stretta della misura e già c'è chi continua a sostenere l'ipotesi di un possibile ritorno alla precedente Riforma Fornero.
Gualtieri conferma Quota 100 e reddito di cittadinanza
Intanto, il neo ministro dell'Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri, avrebbe confermato la volontà del Governo di proseguire con la sperimentazione di Quota 100 fino alla scadenza, ovvero fino al 2021. "Non toccheremo Quota 100 e reddito di cittadinanza; la prima è una misura che va ad esaurimento mentre sul reddito la sfida è rafforzare le politiche attive", ha spiegato l'economista aggiungendo anche che per la manovra servirebbero circa 23 miliardi di euro per scongiurare l'aumento dell'Iva previsto per il 2020 ai quali andrebbero ad aggiungersi altri miliardi per altre politiche da mettere in campo.