I dati Istat sulla stima di vita degli italiani sono migliori di quelli che si prevedevano. Per gli uomini 80,9 anni, mentre per le donne, 85,2, questi i dati Istat di cui tratta il quotidiano romano "il Messaggero" che mette in luce il probabile aumento dell'età pensionabile delle Pensioni di vecchiaia da gennaio 2021. Il collegamento dei requisiti pensionistici con la stima di vita degli italiani è un meccanismo che oramai da tempo incide sui pensionamenti. I dati Istat essendo migliori rispetto alle previsioni, potrebbero causare un innalzamento anticipato di questi requisiti, ma solo per le pensioni di vecchiaia, perché per le anticipate l'ultima legge di Bilancio ha bloccato gli adeguamenti fino al 2026.

I dati Istat

Vivono di più le donne che gli uomini, ma la media generale fissa il dato a partire dalla nascita, a 83 anni esatti, ben 3 mesi in più del 2017. I dati Istat che più interessano il tema previdenziale però sono quelli dell'aspettativa di vita a 65 anni che nel biennio 2017/2018 si è assestata a 20,9 anni. Su questo aspetto la politica da tempo cerca di intervenire. Con il governo Gentiloni si cercò di stoppare l'aumento di 5 mesi 2019, ma non potendo intervenire, si decise di modificare gli scatti per gli anni a venire.

In pratica, dal primo gennaio 2019 l'età pensionabile è passata dai 66 anni e 7 mesi ai 67 di oggi. Il meccanismo scelto prevede un confronto biennale delle aspettative di vita a 65 anni. Solo per il 2021 però si decise per una clausola che prevedeva il collegamento del biennio 2017/2018 al 2016. Il valore 2016 sulla speranza di vita a 65 anni era di 20,7 anni.

Pensione di vecchiaia sempre più lontana

La variazione per il biennio 2017/2018 rispetto al 2016, risulta positiva di due mesi. Tradotto in termini previdenziali, un incremento dell'aspettativa di vita che potrebbe far scattare un mese in più per il requisito anagrafico della pensione di vecchiaia, che di fatto come dicevamo in premessa, salirebbe già nel 2021 a 67 anni ed un mese. Per adesso è solo una ipotesi, perché per rendere ufficiale lo scatto, occorrerà che l'Istat esca con la consueta comunicazione ufficiale.

Solo successivamente a questo atto dell'Istituto nazionale di statistica il governo, recependo quanto emerso dai dati, potrà dare vita al decreto. Una operazione che di norma avviene entro al fine di ogni anno e quindi entro il prossimo dicembre. L'incremento come ribadito in precedenza riguarderebbe solo il requisito della età pensionabile che non prevede distinzioni di genere o di misure. In pratica verrebbe fissata la nuova soglia di uscita con le pensioni di vecchiaia, sia per uomini che per donne, all'età di 67 anni ed un mese oltre naturalmente ai soliti 20 anni minimo di contribuzione previdenziale richiesta.

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