Il sistema di quota 100 fortemente voluto dalla Lega terminerà nel 2021. Ad annunciarlo è il Presidente dell'istituto Nazionale di Previdenza Sociale Pasquale Tridico che sembrerebbe d'accordo con l'ipotesi del ministro dell'Economia Roberto Gualtieri sul fatto di non prorogare il meccanismo delle quote dopo il termine della sperimentazione.

Per Tridico Quota 100 non sarà rinnovata

Il Governo giallo-rosso, infatti, è tuttora al lavoro per reperire le risorse necessarie da investire nella nuova Legge di Stabilità 2020 che dovrebbe essere pronta verso la metà di ottobre.

Come ormai noto, Quota 100 che consente il pensionamento anticipato a partire dai 62 anni di età anagrafica unitamente ai 38 anni di versamenti contributivi, continuerà la sperimentazione nonostante i vari tiri e molla susseguitesi in questi giorni. Sono state diverse le ipotesi che miravano all'abrogazione definitiva della misura con un anno di anticipo rispetto alla scadenza originaria e c'è chi addirittura, avrebbe proposto un innalzamento dei requisiti portando l'età anagrafica a 64 anni.

Tuttavia, sembra ormai abbastanza chiaro che la misura continuerà la sua sperimentazione senza alcuna modifica fino al 31 dicembre 2021 come confermato anche dal ministro del Tesoro Gualtieri che si sarebbe dimostrato contrario a compiere il dietro-front su una norma già applicata.

Per lo stesso ministro dell'Economia, infatti, la Quota 100 dovrà andare ad esaurimento anche se, si dovrà far fronte al nodo-risorse.

Anche il Presidente dell'Inps Pasquale Tridico avrebbe affermato la necessità di lasciar proseguire la misura fino a tutto il triennio di sperimentazione: "Quota 100 ha una scadenza definita. La misura deve concludersi nel triennio e poi finire lì, nel 2021. Sono d'accordo con il ministro dell'Economia Gualtieri", ha spiegato l'economista.

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Pensioni

Per lo stesso Tridico, infatti, Quota 100 non avrebbe dato i frutti sperati: a fronte delle 300 mila uscite previste, infatti, sono state presentate circa 180 mila istanze di prepensionamento. Ciò dimostrerebbe che le stime sono prudenti e il costo dell'intervento non supererebbe i 15-20 miliardi di euro. Tuttavia, si potrebbe risparmiare circa un miliardo che potrebbe essere destinato a nuovi interventi in materia previdenziale.

Scalone di 5-6 anni per i nati nel gennaio del '60

Inoltre, l'uscita dalla sperimentazione della Quota 100 dovrebbe comportare un aumento dei requisiti per tutti coloro che andranno in pensione a partire dal 2022 i quali sarebbero costretti ad attendere uno scalone di 5-6 anni: i nati nel dicembre del 1959 riusciranno a lasciare la propria attività lavorativa a partire dai 62 anni di età fermo restando il requisito dei 38 anni di anzianità contributiva mentre i nati nel gennaio del 1960 dovrebbero attendere il pensionamento anticipato con 42 anni e 10 mesi di contribuzione, requisiti che sarebbero raggiunti solo nel 2026.

Sarebbe comunque auspicabile aspettarsi una misura che possa scongiurare discriminazioni e possa permettere una maggiore flessibilità pensionistica per coloro che resteranno fuori da quota 100 dopo il 31 dicembre 2021.

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