Come avevamo già anticipato giorni fa, nel 2020 le Pensioni aumenteranno per l'adeguamento al tasso di inflazione. Saranno però aumenti minimi, perché il tasso di perequazione è stato confermato allo 0,4%. L'atto, che ogni anno ufficializza l'adeguamento degli assegni previdenziali al tasso di inflazione è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Il decreto del Ministero dell'economia e del Ministero del lavoro, emanato il 15 novembre, è stato pubblicato il 27 novembre in Gazzetta e pertanto ciò che prevede diventa ufficiale.

Perequazione pensione 2020

Come detto, aumento delle pensioni in misura pari allo 0,4% del tasso di inflazione. Tutto confermato sulle cifre che molti addetti ai lavori considerano irrisorie. Una notizia positiva per i pensionati è che il precedente aumento di gennaio 2019, pari all'1,1%, è stato confermato e senza conguagli da restituire da parte dei pensionati. L'aumento del costo della vita previsionale con cui furono aumentate le pensioni 2019 è stato confermato secondo i dati dell'Istat. Per il 2020 sono previsti aumenti inferiori a quelli del 2019.

Le fasce di perequazione

L'aumento pieno sarà appannaggio delle pensioni fino a 4 volte il trattamento minimo, cioè fino a 2.052 euro lordi al mese. In parole povere pensioni maggiorate dello 0,4% solo per assegni previdenziali fino a 1.539 euro circa al mese. Per gli altri, l'aumento sarà progressivamente decrescente. Nello specifico, le pensioni minime passeranno da 513,01 euro a 515,06 euro al mese.

Per una pensione di importo netto da 1.000 euro al mese, l'aumento sarà di soli 4 euro da gennaio. Anche l'assegno sociale passerà da 458 euro al mese, a 459,83. Queste le cifre per le pensioni e le prestazioni che godranno della rivalutazione piena. Per quelle di importo superiore alle 4 volte il trattamento minimo Inps, gli aumenti saranno inferiori come percentuale. Infatti se una pensione da 1.400 euro netti salirà a 1.405,60 euro, godendo della perequazione piena dello 0,4%, su una pensione da 2.220 euro dal prossimo gennaio si riceveranno 2.206,60 euro, perché ci sarà un aumento dello 0,30% (la fascia fino a 5 volte il minimo prevede il 77% di rivalutazione rispetto al tasso di inflazione.

Come dicevamo in precedenza, il meccanismo di indicizzazione delle pensioni è progressivamente decrescente. Per una pensione tra sei e sette volte il trattamento minimo, per esempio, su una pensione da 3.200 euro netti al mese, l'aumento sarà del 52%, cioè uno 0,20% in più che significa pensione che passa a 3.206,40 euro. Salendo ancora, per le pensioni tra sei ed otto volte il trattamento minimo, aumento dello 0,18% (il 47% del tasso di inflazione). Una pensione da 4.000 euro al mese passerà da gennaio, ad una da 4.007,20 euro. Infine, sopra le nove volte il minimo, le pensioni saliranno dello 0,16%.

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