Nell'incertezza delle uscite per le Pensioni anticipate a quota 100 dei prossimi anni arriva una buona notizia riguardante le pensioni di vecchiaia: secondo gli ultimi riscontri dell'Istat sull'aspettativa di vita, infatti, l'età di uscita del pensionamento dovrebbe rimanere ferma a 67 anni per altri tre anni, fino a tutto il 2022.

E' necessario ricordare che l'aumento dell'età di uscita per le pensioni di vecchiaia (e parallelamente anche per le pensioni anticipate dei soli contributi o per le uscite anticipate a 64 anni per i lavoratori del sistema contributivo) viene determinato dall'aspettativa di vita che, nel biennio 2017-2018, si presenta quasi stabile, con una variazione inferiore ad un mese.

Ragione per la quale anche nel biennio successivo a quello in corso (il 2021/2022) l'età di uscita rimarrà bloccata a 67 anni. Ma a partire dal 2022 l'età delle pensioni potrebbe tornare a salire di tre mesi.

Pensioni di vecchiaia a 67 anni dal 2019 al 2022: uscita dei nati nel 1952, 1953, 1954 e 1955

E' in attesa di ufficializzazione, pertanto, l'età delle pensioni di vecchiaia con decreto del Ministero del Lavoro che fisserà, anche per gli anni 2021 e 2022, l'età minima delle pensioni a 67 anni.

E' necessario ricordare che, oltre all'età di uscita, sarà necessario aver versato almeno venti anni di contributi all'Inps e che, per i lavoratori ricadenti nel sistema contributivo ovvero che abbiano iniziato a lavorare dal 1° gennaio 1996, l'importo della pensione futura dovrà essere superiore di 1,5 volte l'assegno sociale.

Considerando, pertanto, che nel mese di novembre e di dicembre del 2019 continueranno ad uscire i lavoratori che siano nati, rispettivamente, entro la fine del 1952 e del 1953, per il 2021, sempre a 67 anni, usciranno i nati entro la fine del 1954 e nel 2022 chi ha la data di nascita che non sia più recente del 31 dicembre 1955.

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Pensioni

Per gli anni successivi, con l'età delle pensioni destinata ad incrementarsi di ulteriori tre mesi, verranno ritardate le uscite dei lavoratori nati nel 1956 e nel 1957.

Pensioni, ultime notizie di oggi su aspettativa di vita: uscita nel 2023/2024 dei nati nel 1956 e 1957

Infatti, in attesa che la Ragioneria dello Stato ufficializzi nei prossimi anni le prospettive di aspettativa di vita future con relativo decreto da adottarsi a cura del Ministero del Lavoro, le previsioni de Il Sole 24 Ore parlano di un'età di uscita in salita a 67 anni e tre mesi.

Ciò significherebbe che i lavoratori delle classi 1956 e 1957, che dovrebbero uscire nel 2023 e nel 2024, dovranno ritardare l'abbandono del lavoro. Più nel dettaglio, infatti, in pensione nel 2023 a 67 anni e tre mesi ci andrebbero i nati entro il 30 settembre del 1956 e, nel 2024, alla stessa età, i nati entro la fine di settembre del 1957.

Secondo l'andamento dell'età di uscita per le pensioni di vecchiaia, gli aggiornamenti avranno una cadenza biennale (a differenza degli scorsi anni quando l'aumento dell'età avveniva ogni tre anni).

Ciò significa che ulteriori aumenti sono previsti anche nel biennio 2025/2026 e in quelli successivi. In particolare, nel 2025 e 2026, con l'età delle pensioni in previsione di aggiornamento a 67 anni e 6 mesi, i chiamati alla pensione nel 2025 saranno i soggetti nati entro fine giugno del 1958 ed entro la fine dello stesso mese, ma del 1959, per le pensioni del 2026.

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