Con la conferma in arrivo dalla Manovra finanziaria di fine anno della misura di pensione anticipata dell'opzione donna anche per il 2020 è necessario fare un conteggio esatto dei contributi necessari per l'uscita. Infatti, in ottica dei parametri richiesti dalla misura per il prossimo anno, i requisiti dovranno essere maturati entro il 31 dicembre 2019.

Occorreranno 35 anni di versamenti contributivi in un'unica gestione: una delle alternative, per chi dovesse aver contribuito sia nella Gestione dipendenti Inps che nella Gestione separata, è quella di attendere la pensione anticipata a 64 anni, maturabile con venti anni di contributi versati.

Ma, anche per questa formula di uscita anticipata, è necessario verificare i requisiti raggiunti.

Pensioni anticipate e opzione donna: alternative di uscita per lavoratrice con 41 anni di contributi

L'accesso alla pensione anticipata in alternativa all'opzione donna è spiegato da Il Sole 24 Ore in un quesito al quale hanno risposto gli esperti di pensione per il caso di una lettrice nata nel 1956 con 19 anni di contributi versati nella Gestione dipendenti dell'Inps e 22 anni versati nella Gestione separata Inps per un totale di 41 anni di versamenti.

La lavoratrice chiede quando potrà andare in pensione e se potrà accedere alla misura di opzione donna che, da dipendente, le permetterebbe il pensionamento a 58 anni nel caso in cui dovesse maturare i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2019.

Verificando la situazione contributiva della lavoratrice, gli esperti di pensione del quotidiano economico rispondono negativamente alla possibilità di accesso alla pensione anticipata con opzione donna.

Infatti, affinché possa beneficiare del prepensionamento con 35 anni di contributi, i versamenti dovranno essere stati accreditati in un'unica gestione, o come dipendente oppure come autonoma. Nella situazione della lavoratrice non si potrà fare ricorso nemmeno alla ricongiunzione, dal momento che parte dei versamenti sono stati effettuati presso la Gestione separata dell'Inps.

Pensioni anticipate contributive: donna potrebbe andare in pensione nel 2020 a 64 anni

Escludendo la misura di uscita con opzione donna, alla lavoratrice resterà come alternativa quella di lavorare ancora per circa un anno e di puntare alla pensione anticipata contributiva maturabile all'età di 64 anni in presenza di almeno 20 anni di contributi. Tuttavia, è necessario verificare che i requisiti siano esattamente soddisfatti. Innanzitutto, i contributi versati nella Gestione dipendenti dell'Inps dovranno essere computati come Gestione separata: in altre parole, l'operazione consentirebbe alla lettrice di poter chiedere che i periodi di contribuzione effettuati presso la Gestione Inps (da dipendente) venissero conteggiati nella Gestione separata e, pertanto, con le regole del meccanismo contributivo.

L'età dei 64 anni di uscita dovrà essere, inoltre, accompagnata da un numero di anni di contributi che non dovrà essere superiore ai 18 anni prima ed entro il 31 dicembre 1995: in caso contrario, si rientrerebbe nel sistema previdenziale interamente retributivo che non permetterebbe l'accesso alla pensione anticipata a 64 anni, ma solo l'uscita anticipata con 42 anni e dieci mesi di contributi (per le donne sono necessari 41 anni e dieci mesi).

Oltre ai 20 anni di contributi necessari per la pensione anticipata a 64 anni (requisito pienamente raggiungibile dalla lettrice) è necessario verificare anche l'importo della pensione che si andrà ad incassare: infatti, uno dei requisiti che maggiormente impedisce ai lavoratori di poter accedere a questa formula di uscita anticipata è la necessità che l'assegno di pensione sia 2,8 volte maggiore dell'importo dell'assegno sociale.

Fino al 31 dicembre 2019 tale importo è pari a 1.282,40 euro lordi al mese.

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