La scelta del riscatto laurea ad onere ridotto, esteso anche agli anni di studio prima del 1996, conviene per le previsioni di uscita con la pensione anticipata ordinaria (con 42 anni e dieci mesi di contributi), con le Pensioni a quota 100 e con l'opzione donna. Tuttavia, per l'opzione donna e per le ipotesi che si fanno oggi di riforma della quota 100 a partire dal 2022 con il calcolo della pensione futura interamente con il meccanismo contributivo, è necessario fare attenzione alla riduzione dell'assegno.

In ogni modo, per chi volesse accorciare la carriera lavorativa per andare in pensione il prima possibile, il riscatto della laurea è un ottima scorciatoia per accumulare contributi. A maggior ragione che la recente circolare Inps numero 4 del 2020 ha esteso il riscatto 'light' degli anni universitari, dando la possibilità anche agli studi di laurea ante-1996 di poter essere riscattati pagando un importo fisso di 5.260 euro per ogni anno riscattato secondo quanto previsto dal decreto legge numero 4 del 2019 che ha istituito le pensioni a quota 100.

Pensioni anticipate: ultime novità di oggi su riscatto agevolato per uscita anticipata, vecchiaia e quota 100

Tuttavia, il riscatto della laurea con il meccanismo light anche per gli studi pre-1996 comporta che l'interessato scelga di farsi calcolare la futura pensione anticipata o di vecchiaia con il metodo contributivo, rinunciando al meccanismo misto oppure ex retributivo. Al di là del costo, tuttavia, il vero guadagno dal riscatto della laurea deriva dall'uscita con la pensione anticipata dei soli contributi e per la pensione di vecchiaia: infatti, rispetto a quest'ultima che attualmente è fissata a 67 anni, si possono risparmiare fino a cinque anni con il riscatto di quattro anni di studi universitari pre-1996.

Il vantaggio, tuttavia, si riduce per chi scelga di andare in pensione anticipata contributiva, ovvero con la formula di uscita anticipata che consente di andare in pensione a 64 anni unitamente ad almeno 20 anni di contributi purché il futuro assegno sia di 2,8 volte superiore alla pensione sociale.

Pensione anticipata e pensioni di vecchiaia con riscatto laurea: convenienza e costo

Il vantaggio ipotetico in termini di anni riscattati per uscire da lavoro con la pensione anticipata si può spiegare ricorrendo ad alcuni casi.

Un lavoratore nato nel 1972, che nel 2020 compia 48 anni ed abbia da riscattare quattro anni di studi universitari compiuti tra il 1991 ed il 1995 e che al termine del 2019 abbia già versato 24 anni di contributi, potrebbe andare in pensione anticipata con 42 anni e 10 mesi di contributi (più la finestra trimestrale di uscita) nel 2035 all'età di 63 anni riscattando i quattro anni di università (senza il riscatto dovrebbe attendere il 2040 per lo stesso canale di pensionamento). L'attesa salirebbe al 2037 nel caso in cui volesse andare in pensione anticipata contributiva a 64 anni con almeno 20 di contributi.

Dunque, con il riscatto e la scelta della pensione anticipata dei soli contributi il lavoratore andrebbe a risparmiare più di un anno rispetto all'uscita anticipata contributiva e quattro anni rispetto alla vecchiaia, oltre ai cinque risparmiati per la stessa formula di uscita anticipata dei soli contributi. Senza il riscatto della laurea, il lavoratore andrebbe in pensione anticipata o in pensione di vecchiaia nello stesso anno, ovvero il 2040.

Pensioni anticipate con uscita a 64 anni o con 42 anni e dieci mesi: convenienza riscatto laurea

Il vantaggio del riscatto della laurea può essere percepibile anche per le pensioni anticipate e di vecchiaia di un lavoratore nato nel 1966 e che nel 2020 compia, dunque, 54 anni con 30 anni di contributi versati al termine del 2019.

Considerando che gli studi universitari siano stati fatti tra il 1985 ed il 1989, il riscatto dei quattro anni produrrebbe la possibilità di andare in pensione anticipata con 42 anni e dieci mesi di contributi nel 2029 all'età di 63 anni (considerando anche i tre mesi di finestra di uscita). L'uscita slitterebbe al 2031 nel caso in cui il lavoratore scegliesse la pensione anticipata contributiva a 64 anni e con almeno venti mesi di versamenti. Nel caso in cui, invece, non dovesse procedere con il riscatto della laurea, il lavoratore maturerebbe la pensione anticipata dei soli contributi nel 2033, mentre l'attesa per la pensione di vecchiaia a 67 anni (salvo aggiornamenti dell'età di uscita dettati dalla speranza di vita) slitterebbe al 2034.

E' da notare, infine, che in entrambi i casi trattati, il riscatto della laurea con il meccanismo light impone il passaggio al sistema contributivo. In questa situazione, il lavoratore non potrà chiedere la pensione anticipata contributiva (quella dei 64 anni) a meno che il richiedente non abbia almeno un mese di contributi versati nella Gestione Separata dell'Inps.

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