Il reddito di cittadinanza va esteso. La richiesta viene dal Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, che sollecita l’azione del Governo prima che venga messa a rischio la tenuta democratica. L’allarme è stato lanciato attraverso un’intervista al quotidiano Repubblica, nel corso della quale il Ministro ha voluto evidenziare i rischi connessi alla crisi economica nella quale sprofonderà il Paese a causa dell’emergenza Coronavirus. La possibilità in tal senso trova d’accordo, nel Governo, sia M5S che Pd e Leu. Unica voce contraria quella di Italia Viva di Matteo Renzi.

Reddito di cittadinanza da allargare, la proposta del ministro Provenzano

Secondo il Ministro Provenzano, siamo di fronte ad una polveriera sociale alla quale bisogna dare al più presto delle risposte perché potrebbe essere a rischio la stessa democrazia. Viviamo giorni nei quali molte libertà sono compresse, sostiene Provenzano. Per poter ritrovare queste libertà dopo l’emergenza, è necessario affrontare le disuguaglianze che, in questo periodo, risultano ancor più marcate. Da qui la necessità di rafforzare strumenti come il reddito di cittadinanza, o altre misure di sostegno economico immediato che possano coinvolgere anche i lavoratori autonomi, le partite Iva con redditi bassi o i piccoli professionisti.

Intanto, il Governo sta lavorando ad un nuovo decreto che contenga misure di sostegno per l’economia, da varare per il mese di aprile, che potrebbe contare su una dotazione economica ancora più ampia rispetto ai 25 miliardi stanziati per il 'Cura Italia'.

Ipotesi semplificazione delle procedure di accesso al reddito di cittadinanza

La proposta di Provenzano ha trovato immediato riscontro nelle parole del Viceministro dell’Economia, Laura Castelli, che sostiene anch'essa la necessità di creare un “reddito di emergenza o straordinario”, anche in via transitoria, fino a quando non si potrà ritornare ad una situazione di "normalità".

Lo stesso Viceministro ricorda che già prima dell’emergenza coronavirus si discuteva nel Governo della possibilità di semplificare le misure di accesso al reddito di cittadinanza. L’ipotesi potrebbe essere quella di rivedere alcuni vincoli per beneficiare del sostegno, quali quelli patrimoniali che, ad esempio, attualmente escludono dal reddito chi ha una casa familiare o dei risparmi in banca che non vuole intaccare. Il sostegno potrebbe essere inoltre rafforzato per le famiglie numerose e reso compatibile con il lavoro in modo da poter essere impiegato come una integrazione al reddito.

Tesi che trovano sponda nel governo da parte del vice-Presidente dei senatori del Partito Democratico, Franco Mirabelli, che si spinge anche nella richiesta di fondi da destinare al pagamento dell’affitto da parte dei lavoratori che perderanno il posto a causa della crisi.

Sempre in ambito governativo, analogo via libera all’ampliamento del reddito di cittadinanza da parte di Leu che, attraverso il Senatore Francesco Laforgia, sollecita anche l’introduzione di una patrimoniale sulle grandi ricchezze da destinare al finanziamento di sanità e scuola pubblica.

Unica voce fuori dal coro all’interno del Governo, in merito all’ipotesi di eliminare alcuni vincoli per l’accesso al reddito di cittadinanza, è quella del gruppo Italia Viva di Matteo Renzi che chiede, invece, di riaprire le fabbriche prima di Pasqua.

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