Emergono le prime cifre del decreto di aprile del Governo Conte per fronteggiare l'emergenza Coronavirus e la povertà in cui versano i nuclei familiari: bonus e Reddito di emergenza dovrebbero rientrare nei 15 miliardi di euro che l'esecutivo di Giuseppe Conte stanzierà nelle prossime settimane per rifinanziare le misure già approvare nel decreto "Cura Italia" di marzo, ad iniziare dal bonus di 600 euro ai possessori di partita Iva e autonomi e dalla cassa integrazione. La novità di questi ultimi giorni è, però, proprio il Reddito di emergenza, lo strumento del tutto nuovo anche rispetto al Reddito di cittadinanza attualmente in vigore.

La misura non andrà ad intervenire nelle situazione di conclamata povertà strutturale, ma in quelle di povertà improvvisa e sopraggiunta: rientreranno nel bonus anche categorie come colf, badanti, domestici e stagionali che hanno perso il proprio lavoro con il bonus di 500 euro mensili per aprile e maggio nel caso di attività precarie e non regolarizzate ma anche, e in alternativa, la cassa integrazione per i lavoratori della stessa categoria regolarizzati.

Bonus 500 euro, reddito emergenza Inps aprile e maggio: sussidio in arrivo a colf, badanti e precari

Dunque, i criteri di assegnazione del bonus 500 euro per i mesi di aprile e maggio relativi al Reddito di emergenza e della cassa integrazione dovrebbero essere diversificati: l'assegno sulle categorie lavorative precarie dovrebbe riguardare almeno un milione di famiglie per una spesa complessiva da stanziare nel decreto per circa un miliardo di euro.

Ma vi sono anche migliaia di colf, badanti e stagionali, regolarizzati, che hanno perso il lavoro in questo inizio del 2020 proprio per il sopraggiungere dell'emergenza sanitaria: per loro si dovrebbe arrivare all'estensione della cassa integrazione. Tuttavia, il decreto di aprile dovrebbe allargare la platea anche ai lavoratori, pur in condizione di precarietà e di non regolarità contributiva, fiscale e contrattuale, che sono stati tagliati fuori dai bonus e dagli ammortizzatori sociali già previsti nel decreto del 17 marzo 2020.

In parte, dunque, una parte della platea della categoria verrà assorbita dall'allargamento della cassa integrazione che dovrebbe riguardare le famiglie di colf e badanti in regola per un totale di un milione (oltre alla stessa cifra dei non regolarizzati) che hanno dovuto sospendere il proprio lavoro, se non addirittura perderlo, a causa dell'emergenza sanitaria.

Dalle prime cifre, in questa categoria rientrerebbero 200 mila collaboratori domestici che lavorano a tempo pieno.

Ultime novità oggi su Reddito emergenza e bonus 600/800 euro partita Iva

Nella dotazione, confermata dal Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo, dei 15 miliardi di euro del decreto aprile a favore delle categorie lavorative svantaggiate rientrerà, dunque, l'aumento da 600 a 800 euro del bonus partita Iva, ma sarà più calibrato: si andrà più capillarmente ad escludere gli autonomi che non hanno subito perdite del fatturato ad inizio del 2020. Ma, accanto allo strumento che ha visto la maggiore partecipazione in fatto di presentazione delle domande Inps, dovrebbe essere introdotto il Reddito di emergenza.

Nella discussione in Parlamento, il Partito democratico e Italia Viva pensano ad uno strumento limitato nel tempo che possa includere colf, badanti, collaboratori domestici, stagionali e chiunque sia rimasto fuori dal provvedimento di marzo che ha reso "quasi universale il ricorso alla cassa integrazione" intesa come ammortizzatore sociale a sostegno della maggior parte delle famiglie e dei lavoratori. Il Movimento Cinque Stelle (e lo stesso Ministro Catalfo) puntano, invece, ad una misura ancora più capillare: tre miliardi di euro da stanziare a favore di tre milioni di lavoratori, anche 'in nero', non regolarizzati, da tradurre in un provvedimento che possa replicare la misura in corso del Reddito di cittadinanza.

Chi potrà avere il Reddito di emergenza e bonus 500 euro

Appena di diverso avviso è il Viceministro dell'Economia Antonio Misiani in merito al Reddito di emergenza e alla traduzione in bonus a favore delle categorie più deboli. In un'intervista rilasciata all'Eco di Bergamo, infatti, il Viceministro ha confermato la volontà di evitare che categorie di famiglie e di lavoratori possano rimanere nuovamente, in aprile, senza sostegno. "Nonostante il pacchetto di misure varato con il decreto di marzo (bonus 600 euro partita Iva, cassa integrazione, voucher e congedi parentali, fondi ai comuni per 400 milioni destinati alla spesa delle fasce più deboli della popolazione, n.d.r.) - ha specificato Misiani - non si è arrivati a raggiungere tutti i cittadini che si volevano aiutare.

Le nuove misure di aprile, dunque, andranno a fare di più per le fasce più deboli della popolazione". Tuttavia, a fronte di un bonus da accreditare sui conti dei destinatari, Misiani è più favorevoli ad interventi sul modello dei fondi ai Comuni. "Personalmente - conclude il Viceministro - rafforzerei la capacità di intervento dei Comuni che, rispetto allo Stato centrale, hanno la conoscenza dei bisogni nelle proprie comunità".

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