Il governo Conte con il decreto Rilancio ha introdotto una serie di bonus a sostegno di famiglie e imprese. L'obiettivo del decreto è rilanciare l'economia italiana risanando le ferite causate dall'emergenza per il nuovo Coronavirus. Il reddito di emergenza si racchiude all'interno dell'art. 87, quale sussidio pensato per aiutare le famiglie che si ritrovano, a causa della crisi generata dal nuovo coronavirus, in gravi difficoltà economiche e che in questo momento non possono usufruire di altri ammortizzatori sociali. Lo stesso articolo enuncia alcuni casi d'incompatibilità dell'erogazione del sussidio, che varia da una somma minima pari a 400 euro fino a un massimo previsto di 800 euro.

Il reddito di emergenza è incompatibile con chi percepisce altri ammortizzatori sociali, pensione o per chi ha un contratto di lavoro subordinato. Inoltre, non ne avranno diritto tutti i soggetti che si trovino in stato detentivo e/o ricoverati in strutture di cura in lunga degenza.

Quando il reddito di emergenza non può essere erogato

Il reddito di emergenza non è compatibile qualora nel nucleo familiare sia presente un componente titolare di pensione indiretta o diretta (a eccezione dell'assegno d'invalidità). Quest'ultima limitazione non risulta l'unica, infatti, l'art. 87 decreta che il Rem non potrà essere percepito anche da coloro che al momento della presentazione della domanda sono destinatari delle somme previste dal reddito di cittadinanza.

L'esclusione vale anche per le famiglie all'interno delle quali ci sia un membro che risulti destinatario del:

  • bonus 600 euro per lavoratori con contratto di collaborazione coordinata e continuativa, denominato anche come (co-co.co);
  • bonus 600 euro per lavoratori iscritti alle gestioni speciali dell'Ago (Assicurazione generale obbligatoria);
  • bonus 600 euro per lavoratori saltuari impiegati nel settore turistico e termale;
  • bonus 600 euro per i lavoratori del comparto agricolo e dello spettacolo.

Infine, se all'interno di un nucleo familiare vi è la presenza di un membro con contratto di lavoro subordinato, con compensi pari o superiori all'importo del reddito di emergenza (ossia da 400 a 800 euro), non sarà possibile ricevere le somme previste da questa nuova misura di sostegno.

Chi non ha diritto al Rem

L'art. 87 del decreto Rilancio individua anche alcune categorie escluse dall'erogazione e/o ricezione del reddito di emergenza. Ci si riferisce a tutti coloro che scontano una pena detentiva per l'intera durata della condanna giudiziaria e coloro che si ritrovano attualmente in strutture di cure in lunga degenza o in altri enti con onori e spese a carico della stato o di una pubblica amministrazione.

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