Quota 100 non sarà rinnovata. Parola di Giuseppe Conte. La misura opzionale e sperimentale voluta dal governo sostenuto da Lega e Movimento 5 Stelle andrà ad esaurimento. In attesa di capire se ci sarà una riforma delle Pensioni, si torna alla legge previdenziale portante: quella che porta il nome di Elsa Fornero. L’ex ministro del governo Monti è intervenuta nel corso di Tagadà, trasmissione di La 7 condotta da Tiziana Panella, ed ha espresso il suo punto di vista su quella che potrà essere la nuova strada da intraprendere in tema pensioni.

Quota 100 al capolinea per ammissione di Conte

Elsa Fornero, già negli scorsi mesi, aveva puntualizzato il suo giudizio negativo in relazione a Quota 100.

La sua idea era che avesse un prezzo troppo alto per lo Stato e che a pagarla sarebbero state le nuove generazioni. “Sarebbe stato molto difficile – ha ammesso - per Conte sostenere che Quota 100 sarà rinnovata”. La misura, come è noto, consentiva di uscire in maniera anticipata dal mondo del lavoro a partire dai sessantadue anni con almeno 38 ani di contributi. La somma dei due dati, per l’appunto, avrebbe dato la tripla cifra indicata dal nome dell’opzione.Un traguardo più facile da raggiungere rispetto ai 67 anni previsti dalla legge Fornero per le pensioni di vecchiaia e agli oltre 41 anni di contributi per ottenere un congedo anticipato.

Riforma pensioni: impossibile usare Recovery Fund secondo la Fornero

I prossimi mesi e anni, per l’Italia, saranno caratterizzati da una politica economica contraddistinta dagli aiuti dell’Unione Europea. Soldi che arriveranno con l’impegno di creare politiche di sviluppo finalizzate a superare la delicata situazione economica scaturita per effetto del Covid.

“Stiamo chiedendo – ha evidenziato Elsa Fornero - molti soldi in prestito e ci dicono tutti che devono essere utilizzati per lo sviluppo del Paese, per fare occupazione. Non certo per mandare a un’età più giovane le persone”.

Concetto al quale l’ex ministro sembra aggiungere un altro punto. “Bisogna – specifica – che le persone che stanno bene di salute...”, ma quello è il momento in cui viene interrotta.

Dalla premessa, però, è facile intuire che la Professoressa intendesse fare riferimento che, al momento, l’Italia non può permettersi di far andare in pensione anticipata quanti possono lavorare.

Punto di vista sul quale, come sovente accade, potrebbe scatenarsi l’ira di quanti sottolineano l’incidenza dei lavori gravosi (magari non sempre riconosciuti come tali) su persone ormai avanti con l’età e che avrebbero il diritto di congedarsi dal mondo del lavoro. Presto, però, sarà il momento di parlare della nuova riforma e i vari punti di vista torneranno ad emergere.

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