Il 31 dicembre scadrà Quota 100: tale formula che prevede la possibilità del pensionamento a 62 anni con una contribuzione minima di 38. Non sembrano esserci, tuttavia, ostacoli circa il rinnovo di altre disposizioni quali Ape Sociale e Opzione Donna. Walter Rizzetto e Carmela Ella Bucalo (Fratelli d'Italia) hanno ricordato come la problematica relativa alle Pensioni è annosa, soprattutto per le giovani generazioni che sono costrette a fare i conti con il sistema contributivo, soprattutto nei casi in cui il versamento dei contributi non è regolare a causa del cambio di impiego.

Nonostante manchi poco alla scadenza della validità di Quota 100, il governo non sembra avere idee chiare su quale sarà il sistema pensionistico che andrà in vigore nel 2022.

Addio Quota 100: le lamentele di Bucalo e Rizzetto

Il governo Draghi pare aver deciso per il non rinnovo di Quota 100, che scadrà a fine anno. Intanto, come dichiarato da Walter Rizzetto e Carmela Ella Bucalo, Fratelli d'Italia è all'opera in Commissione Lavoro per creare un'Ape Sociale che sia strutturale nel tempo e per l'estensione di Opzione Donna. Per i due esponenti di FI è giusto che un cittadino possa andare in pensione dopo aver lavorato e versato contributi per quarantuno anni. Bucalo e Rizzetto hanno, comunque, lamentato la pochezza di idee (peraltro confuse a loro dire) da parte dell'attuale esecutivo.

Altro fatto contestato è che la maggioranza non riesca a trovare una quadratura del cerchio circa l'argomento pensioni, soprattutto in un momento come questo in cui gli italiani necessitano di risposte immediate e concrete.

Possibile rinnovo per Ape Sociale e Opzione Donna

È possibile che Ape Sociale e Opzione Donna siano rinnovati.

Al momento non vi è nulla di sicuro per il prossimo sistema pensionistico, solo numerose ipotesi: si parla di Quota 92 (a fronte di un ricalcolo pensionistico di natura completamente contributiva), Quota 102, oppure Quota 41. Con tale formula si intende la possibilità della pensione valida per tutti coloro che hanno versato almeno quarantuno anni di contributi, a prescindere dall'età anagrafica.

Bisogna anche tenere in considerazione il potenziamento del contratto di espansione. Tale procedura è riservata ai lavoratori che si trovino a non più di sessanta mesi (cinque anni) dal conseguire il diritto alla pensione e prevede il percepimento di un'indennità mensile che è da commisurare al trattamento pensionistico che il lavoratore ha maturato al momento del termine del rapporto di lavoro.

La proposta di Brunetta

Il ministro delle Pubbliche amministrazioni Renato Brunetta ha proposto il cosiddetto "scivolo dei cinque anni" nei confronti dei dipendenti pubblici. Con tale procedura i lavoratori statali potrebbero accedere al pensionamento una volta compiuti i 62 anni, tuttavia con eventuali penalizzazioni sull'assegno.

Una formula che potrebbe essere il corrispettivo, in ambito statale, dell'isopensione, prevista al momento solo per i dipendenti privati.