Riforma in arrivo per il reddito di cittadinanza, come confermato dal ministro del Lavoro Andrea Orlando che ha parlato di "tagliando e correttivi contro i furbetti". Nel mirino sono finiti i lavoratori stagionali e del turismo, ma l'allarme riguarda anche altri settori. I sindacati parlano di strategie di imprenditori e di stagionali agricoli che, quando non arrotondano "in nero" l'indennità dell'Inps, percepiscono compensi "fuori busta". Il settore è da sempre sotto la lente d'ingrandimento dell'Ispettorato del lavoro, ma sui nuovi sviluppi di assunzione post-pandemia non ci sarebbero ancora dati certi.

L'intenzione del governo è quella di intervenire con correttivi contro i furbetti del reddito di cittadinanza, misure che si renderanno necessarie per fare in modo di sventare i trucchi di chi rinuncia alle proposte di lavoro per mantenere il sussidio.

Riforma reddito di cittadinanza Inps: non solo politiche attive, ma correttivi per i furbetti

Non è quello di un'indennità perenne l'obiettivo per il quale è nato il reddito di cittadinanza e il ministro Andrea Orlando lo ha rimarcato sottolineando la necessità di correttivi in corsa, da adottare con un nuovo provvedimento o con una riforma più organica, ipotesi quest'ultima più probabile. "Se il reddito si è rivelato efficace per contrastare la povertà - ha analizzato il ministro del Lavoro - dall'altro non ha invece favorito l'incontro tra domanda e offerta di lavoro".

Parole che evidenziano la necessità non solo di agire sulle politiche attive della ricerca del lavoro, della ricollocazione o della formazione anche attraverso la revisione del ruolo dell'Anpal e dei navigator, ma anche di tutte quelle situazioni nelle quali si rifiuta un'offerta di lavoro oppure l'occupazione diventa integrazione del reddito di cittadinanza.

"Non è accettabile - ha detto Roberto Occhiuto, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati - che ci siano giovani che preferiscano il reddito di cittadinanza a una prospettiva di occupazione". Lo stesso esponente forzista si chiede come sia possibile che non si sia a conoscenza - che non ci sia, in altre parole, una banca dati - di percettori dell'indennità Inps che non abbiano perso il beneficio avendo rifiutato lavori presso ristoranti o hotel.

Reddito di cittadinanza e stagionali turismo: la proposta di Durigon per la decontribuzione del settore

Proprio sugli stagionali del turismo - settore che nelle ultime settimane ha fatto discutere per una presunta mancanza di personale nelle strutture alberghiere e ristorative, a detta degli imprenditori proprio per la preferenza al reddito di cittadinanza - è intervenuto Claudio Durigon, sottosegretario al ministero dell'Economia, per il quale la riforma dell'indennità Inps passa per la decontribuzione del settore. Nello specifico, Durigon ha spiegato che l'emendamento di riforma del reddito di cittadinanza alla Camera è già stato presentato, ma probabilmente risulta non idoneo a intervenire sulle ultime tendenze lavorative del settore turistico.

"Noi della Lega - ha detto Durigon - proponiamo di intervenire sul turismo con una decontribuzione totale per i contratti stagionali. Un modo per supportare il settore e offrire nuova occupazione con vantaggi sia per il datore di lavoro che per il dipendente". A ben vedere il problema della riforma del reddito di cittadinanza, soprattutto nel settore del turismo che secondo l'ultimo rapporto del 2019 dell'Ispettorato del lavoro ospita fino al 75% del lavoratori "in nero" o "irregolari" sul totale della forza lavoro, dovrà tener conto dell'ampia fetta di sommerso. Tanto più che nella ristorazione, nelle spiagge, così come nei campi per gli agricoli, è difficile avere dati realistici che possano dare una dimensione del fenomeno.

RdC e stagionali agricoli: per la Cgil fino a 80 ore settimanali pagate 'fuori busta'

Più mirata è la proposta presentata da Valentina D'Orso del Movimento 5 Stelle, contenuta in un emendamento al decreto Sostegni Bis del governo Draghi. Nel testo si legge di rendere obbligatorio il lavoro estivo ai percettori del reddito di cittadinanza entro un raggio di 100 chilometri dalla residenza, pena la perdita dell'indennità. Perdita che, al netto dei controlli a caccia dei furbetti del reddito di cittadinanza, non interesserebbe al momento l'agricolo, settore nel quale il segretario nazionale della Filcams Cgil, Fabrizio Russo, definisce il lavoro degli stagionali impiegati "a scacchiera".

Secondo il sindacato, il lavoro "fuori busta" interesserebbe fino a 80 ore la settimana lavorativa degli addetti, assunti con contratti part-time di 20 ore pagati 300-400 euro.

Una tendenza occupazionale, quest'ultima, che deriverebbe dalla caccia ai sussidi-Covid delle imprese con ripercussioni anche sulla possibilità di reperire lavoratori stagionali.