Domenica 12 giugno dalle ore 7 alle 23 si vota in tutta Italia su cinque referendum abrogativi in tema di giustizia. Inoltre nella stessa giornata, in circa mille comuni italiani, si vota anche per eleggere il nuovo sindaco e il consiglio comunale. Per i referendum in ogni seggio elettorale sono previsti tre scrutatori per il referendum che diventano quattro per i mille comuni in cui si vota per le amministrative più un presidente.

L'albo degli scrutatori

Per diventare scrutatori di seggio elettorale la domanda va presentata dal 1° ottobre al 30 novembre di ogni al proprio Comune di residenza.

Si viene così inseriti in un apposito Albo, da cui di volta in volta viene selezionato il personale di seggio. Un'apposita commissione elettorale comunale viene infatti convocata circa 20 giorni prima delle elezioni e dei referendum per procedere al sorteggio o alla nomina, esclusivamente fra gli chi faccia già parte di tale Albo degli scrutatori. Alcuni comuni, proprio in questi giorni stanno dando la possibilità di dare una disponibilità specifica a lavorare il 12 giugno, ma solo per chi è già nel suddetto Albo.

Le persone selezionate prenderanno servizio sabato 11 giugno alle ore 16. In tale circostanza gli scrutatori si insedieranno quindi presso ogni sezione elettorale allestendo il seggio, contando e firmando le schede.

Verificano altresì che tutti i materiali presenti nel seggio (urne, schede, matite, liste elettorali etc...) siano a norma e procedono all'autenticazione delle schede.

Concluse le operazioni di voto, domenica 12 giugno alle ore 23, essi procederanno allo spoglio delle schede, dando precedenza ai referendum nazionali e solo successivamente (nei comuni interessati) ci sarà lo spoglio del voto amministrativo.

Compenso di 192 euro per gli scrutatori, 262 euro per i presidenti di seggio

Secondo quanto accaduto negli ultimi casi per gli scrutatori e i segretari il compenso è - generalmente - di 104 euro in caso di referendum, 120 euro per elezioni amministrative e di 96 euro in caso di elezioni per il Parlamento europeo. Nel caso ci siano più elezioni o più quesiti referendari nello stesso giorno, il compenso viene aumentato in base al numero delle schede.

Nel caso specifico di questo referendum abrogativo del 12 giugno il compenso è per gli scrutatori e i segretari è quindi di 192 euro (ossia le 104 euro base più 22 euro per ogni scheda in più rispetto alla prima) fino a un massimo di quattro maggiorazioni. Il presidente di seggio (nominato dalla Corte d'Appello) percepirà invece 262 euro.

La somma è esentasse e non concorre a formare reddito. Gli scrutatori e il presidente di seggio hanno diritto all’assenza giustificata e retribuita dal posto di lavoro. Inoltre si matura il diritto a una giornata di riposo (permesso elettorale).

I cinque quesiti dei referendum abrogativi su cui si deve votare

Quanto ai quesiti oggetto del referendum del 12 giugno, essi vertono su: abrogazione decreto legislativo 235 del 2012 (detto anche legge Severino), separazione delle carriere di giudice e di pubblico ministero, equa valutazione dei magistrati, limiti agli abusi della custodia cautelare, possibilità di ammettere il voto dei procuratori legali nei consigli giudiziari e riforma del CSM.