Il governo sarebbe a caccia di risorse per finanziare il pagamento del bonus 200 euro anche ai lavoratori precari, soprattutto nella Scuola dove si contano oltre 150mila tra docenti e personale Ata che ne sono rimasti fuori. Si tratta, in generale, di tutti i lavoratori che sono stati assunti con contratti a tempo determinato e che, nel mese di giugno 2022, non percepivano ancora l'indennità di disoccupazione. Il fatto di avere in essere un contratto a giugno, con scadenza alla fine del mese, e di non essere sotto stipendio a luglio 2022, preclude la possibilità di ricevere il bonus 200 euro non essendoci, a norma di legge, nemmeno il datore di lavoro sostituto di imposta per il versamento dell'indennità.

Nella scuola, invece, tutti gli altri docenti di ruolo e il personale Ata con contratto a tempo indeterminato riceveranno regolarmente l'indennità una tantum.

Scuola, perché i docenti precari e supplenti non riceveranno il bonus 200 euro?

Il mancato pagamento del bonus 200 euro ai docenti precari della scuola, al personale Ata con contratto in scadenza a giugno 2022 e, in generale, a tutti i lavoratori con contratto a tempo determinato scaduto il mese scorso deriva da un paradosso legislativo. La norma istitutiva del bonus prevede che l'indennità una tantum possa essere erogata ai lavoratori dipendenti nella busta paga del mese di luglio. Hanno altresì diritto al bonus anche i disoccupati percettori della Naspi a giugno scorso.

Tuttavia, chi aveva un contratto in scadenza al 30 giugno 2022 (come ad esempio i supplenti della scuola) non riceverà il bonus perché non ricade né tra i lavoratori con busta paga a luglio, né tra i percettori dell'indennità di disoccupazione di giugno, non ricevuta nel mese scorso in quanto il contratto di lavoro era ancora in essere.

Il problema, nella scuola, riguarda una platea corposa di docenti e di collaboratori Ata: si va dagli 85mila e forse 90mila docenti precari assunti come supplenti, fino all'organico "Covid" delle scuole dell'infanzia (15mila circa tra insegnanti e Ata), fino ai collaboratori Ata con contratto in scadenza a fine giugno stimati in 15-20mila.

Per molti supplenti il contratto era in scadenza proprio il 30 giugno 2022.

Bonus Inps 200 euro: i precari con contratto al 30 giugno 2022 riceveranno l'indennità una tantum?

Ma il problema della mancata previsione del pagamento del bonus non investe solo i lavoratori della scuola, ma in generale tutte le categorie lavorative. Si tratta di tutti i dipendenti con contratto a termine la cui scadenza era fissata al 30 giugno 2022. Per quelli che avevano il contratto in scadenza a inizio giugno, in teoria i tempi tecnici per la presentazione della domanda di disoccupazione (compresi gli otto giorni di ricezione della risposta dell'Inps) sussistevano, seppure la pratica doveva essere presentata in tempi ristretti per ottenere l'indennità in forza della Naspi.

Ad oggi, in ogni modo, c'è un'ampia platea di lavoratori con contratto scaduto che non riceverà il bonus e sulla quale si sono mosse le forze di maggioranza e il governo per assicurarne il sostegno.

Bonus 200€, forse pagamento a settembre 2022 per tutti i precari: dalla scuola agli altri settori lavorativi

Proprio in vista di una possibile soluzione del pagamento del bonus 200 euro a tutti i precari, il ministro dell'Economia, Daniele Franco, e il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, stanno quantificando esattamente i numero dei lavoratori rimasti senza contratto nella scuola e, in generale, in tutti i settori lavorativi. Si potrebbe ipotizzare, dunque, un nuovo intervento da parte del governo per assicurare il bonus anche a tutte queste categorie, con pagamento previsto nel mese di settembre 2022.

Al momento, i dubbi per il versamento del bonus riguardano la tipologia di contratto dei lavoratori attualmente esclusi dal bonus. In altre parole, l'indennità verrebbe pagata a tutte le tipologie di contratti scaduti al 30 giugno 2022 oppure ai soli docenti e ai collaboratori Ata della scuola? Inoltre, il governo dovrebbe trovare il modo di far rientrare i precari in un nuovo intervento legislativo: anche in questo caso dovrà essere cercato il veicolo normativo in tempi ristretti, considerando la conversione in legge nei prossimi giorni dei decreti "Aiuti" e "Semplificazioni fiscali". Infine, non essendoci per molti un datore di lavoro a settembre, si dovrà trovare anche il modo in cui pagare il bonus.