Momenti di tensione, nella giornata odierna, il cantiere del TAP, in località San Basilio, Melendugno. I manifestanti che si sono opposti all'apertura dei cancelli del cantiere sono stati caricati dalla polizia in assetto ordine pubblico. Gli attivisti, facenti parte dei vari presidi NOTAP, sono presenti nella zona dal 20 marzo scorso. Essi si oppongono all'espianto di circa 200 ulivi, necessario alla posa dei tubi del gasdotto.

La diatriba tra autorità locali e governo

Il progetto per la costruzione del TAP (Trans Adriatic Pipeline) è stato approvato dal Parlamento nel dicembre 2013. Successivamente, sono stati emessi i pareri favorevoli sia del Ministero dell'Ambiente che di quello dello Sviluppo, che hanno rispettivamente confermato il punto d'attracco del gasdotto e la pubblica utilità dell'opera.

Tuttavia, le autorità locali, insieme ai comitati rappresentanti la società civile, si sono opposti dapprima al parere del Ministero dell'Ambiente e poi all'espianto degli ulivi, giudicato illegittimo. Per quanto riguarda la prima questione, nel 2016 il comune di Melendugno, insieme alla Regione Puglia, aveva fatto ricorso al TAR per opporsi ala legittimità della valutazione ambientale fatta dal Ministero. Però, ieri il Consiglio di Stato ha emesso la sentenza che rigetta le tesi del sindaco, Marco Potì. Rispetto alla questione degli ulivi, invece, il sindaco di Melendugno e quelli di altri comuni della provincia hanno agito insieme alla Prefettura di Lecce. Infatti, il 22 marzo scorso, costoro avevano chiesto ulteriori chiarimenti al Ministero dell'Agricoltura. Quest'ultimo, con una nota inviata anch'essa nella serata di ieri, ha confermato la legittimità dei lavori TAP e quella dell'espianto degli ulivi.ì

Le ragioni degli attivisti e lo scontro con TAP AG

Vista la conferma dei pareri positivi da parte delle autorità statali, la società TAP ha dato il via alla cosiddetta fase 0 dei lavori.

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Tuttavia, la versione sostenuta dai manifestanti è ben diversa. Essi si oppongono al progetto del gasdotto poiché temono fortemente l'impatto negativo dell'opera. Infatti, la località di San Foca è considerata una tra le mete più ambite per il turismo nel Salento. Inoltre, il fatto che la cosiddetta fase 0 preveda l'espianto degli ulivi ha esacerbato ulteriormente gli animi. Perciò la società del gasdotto ha tenuto a precisare che si tratta soltanto di un "trasloco" temporaneo. Infatti, come avvenuto per i lavori di posa dei tubi dell'Acquedotto Pugliese, i 200 alberi saranno tenuti momentaneamente in una "nursery" e successivamente ricollocati al loro posto. Ma gli attivisti sono assai diffidenti e continuano a manifestare il loro dissenso anche sulla pagina Facebook della società.

La polemica sulle cariche della polizia

E proprio dalle pagine di Facebook e su Twitter continua a montare la polemica relativa ai tafferugli di questa mattina. Attraverso fotografie e filmati, i manifestanti hanno testimoniato l'irruenza delle cariche della polizia contro i cittadini disarmati e con le mani in alto.

Numerose le persone che hanno accusato malori, come il docente del Liceo Scientifico Stampacchia, di Tricase, Ippazio Luceri. Il sessantacinquenne, in sciopero della fame da sette giorni, è in prima linea nella battaglia contro il gasdotto. Nel frattempo, la questione delle violenze della polizia raggiunge ancora una volta il governo. Infatti, proprio in queste ore il segretario di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, ha chiesto in Parlamento che il governo riferisca al più presto sull'accaduto.