Il cibo, elemento fondamentale per la vita sul nostro pianeta, come tutti sanno è il tema dell'Expo 2015 a Milano. Ma quanto costa mangiare all'Expo? Quanto costa una giornata di visita? È davvero sostenibile per tutti? L'ingresso costa dai 34 euro ai 39 euro per un adulto. Una famiglia di 2 adulti e 2 bambini costa dagli 86 ai 99 euro. Poi, quando si è all'interno, tutto costa molto, troppo. Non è certo un bell'esempio di sostenibilità se si considera l'aspetto commerciale.

Risparmiare un po' sul bere

Iniziamo a dare un consiglio per l'acqua: all'interno dell'Expo ci sono dei distributori di acqua gratuita fredda, sia liscia che gassata, basta avere la bottiglietta o il bicchiere da riempire, nella piantina che viene consegnata sono segnalate con una poco visibile goccia azzurra e chiamate "case dell'acqua". Non sono evidenti passeggiando tra Cardo e Decumano perché sono poste dietro o tra i padiglioni.

All'uscita del padiglione della Cina c'è la vendita di bevande fredde, ma le lattine di tè cinese sono gratuite ed è piacevole assaggiare un gusto leggermente diverso a quello a cui siamo abituati.

Mangiare è costoso

Ben poche cose costano meno di 5 euro. Un cannolo, un arancino, un pezzo di pizza comprati nell'area Eataly: il prezzo sono i fatidici 5 euro. Se poi si vuole mangiare un panino il prezzo aumenta.

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Corretta Alimentazione

Un semplice dolce ungherese di pasta e zucchero mangiato in piedi 7 euro; un panino arabo ripieno con bottiglietta d'acqua al ristorante del Kuwait costa 8 euro se da asporto, ma se ci si siede diventano 12 euro. Un piatto di carne con contorno costa minimo 15 euro in qualsiasi padiglione.

La qualità è generalmente buona, a volte sufficiente. Interessante il ristorante ad asporto del Marocco: buoni piatti di pollo o agnello a 12 euro, un tris di deliziosi dolci costa 3 euro e all'aperto ci sono tavoli e sedie a disposizione.

Anche il padiglione della Gran Bretagna offre un gustoso piatto con due roll di salmone e insalatina per 7 euro, che può essere accompagnata da un'ottima birra.

Il punto è che quando si va in un luogo dove i Paesi del mondo mostrano se stessi, sarebbe interessante assaggiare sapori diversi, avere la possibilità di mangiare piccole quantità di specialità tipiche a poco prezzo. Il risultato invece è che molte persone, purtroppo, si accontentano delle classiche patatine fritte e hamburger che, per la verità, non sono neppure il miglior esempio di cibo salutare.

Per concludere, la fatidica famiglia di quattro persone, considerando la consumazione di quattro piatti, quattro dolci e un paio di caffè, deve aggiungere una settantina di euro al prezzo dei biglietti.

Comprare i cibi e oggetti tradizionali

Può essere interessante acquistare i cibi tradizionali che i negozi dei diversi Paesi offrono, come uno squisito formaggio olandese o il sofisticato cioccolato colombiano, ricco di sfumature floreali.

In generale, però, gli oggetti proposti dalle diverse nazioni sono carissimi.

Decisamente più convenienti, nel panorama generale, le nazioni con piccole aree espositrici, come ad esempio Yemen o il padiglione Basmati, dove le signore possono comprare dei gioielli, sempre dopo aver tirato sul prezzo, come tradizione vuole.

Una notizia rincuorante

Se la visita dell'Expo forse non è sostenibile da tutte le famiglie, è però rincuorante sapere che Expo 2015 non ha sprechi di cibo. Expo 2015, Cascina Triulza e il Banco Alimentare hanno un accordo per cui le eccedenze giornaliere di cibo dei diversi padiglioni vengono recuperate e ridistribuite. Un altro accordo è quello tra la sede Coop all'interno dell'Expo (Supermercato del Futuro) e la Caritas Ambrosiana. L'obiettivo e quello di usare i mesi dell'esposizione per sperimentare un metodo e un'organizzazione che possano funzionare anche dopo e restare come eredità virtuosa dell'Expo.
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